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Il tasso di disoccupazione è rimasto invariato al 3,5% in febbraio in Svizzera. Alla fine del mese scorso presso gli uffici regionali di collocamento (URC) erano iscritte 149'921 persone, ossia 1025 in meno rispetto al mese precedente, indica oggi la Segreteria di Stato dell'economia (SECO). In Ticino i senza lavoro erano 7396, 262 in meno rispetto a fine gennaio, per un tasso di disoccupazione pari al 4,6%. Nei Grigioni erano 2020 (1,8%), 167 in meno rispetto a un mese prima.

A livello nazionale, rispetto a febbraio 2014 il numero di senza lavoro è aumentato di 662 unità (+0,4%).

I giovani disoccupati (15-24 anni) sono diminuiti di 470 unità (-2,4%) fissandosi a quota 19'041, ciò che corrisponde a 378 persone in meno (-1,9%) rispetto allo stesso mese dell'anno precedente.

Complessivamente le persone in cerca d'impiego registrate erano 206'369, 231 in più rispetto a gennaio e 435 (+0,2%) in più rispetto al corrispondente periodo del 2014.

La decisione della Banca nazionale svizzera (BNS) di abbandonare la soglia minima di cambio franco-euro non ha avuto effetti immediati come si poteva temere; tuttavia l'aumento del numero di iscritti agli uffici di collocamento nel raffronto annuale, e che esclude le variazioni stagionali, mostra che la situazione si deteriora, ha spiegato all'ats Yves Flückiger, professore di economia all'università di Ginevra.

La stabilità del tasso di disoccupazione su un mese non è sorprendente. Le imprese interessate dall'apprezzamento del franco hanno reagito rapidamente, avendo già fatto ricorso alla disoccupazione parziale, ha aggiunto.

Alla fine di febbraio erano 600 le aziende ad aver presentato domanda in tal senso, contro 211 a fine dicembre 2014, ha precisato Olivier Schärli, capo della divisione Mercato del lavoro/Assicurazione contro la disoccupazione alla SECO.

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SDA-ATS