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Calano lentamente le disparità salariali tra i sessi, ma permangono differenze sostanziali a seconda dei settori. È quanto emerge dall'ultima rilevazione pubblicata oggi dall'Ufficio federale di statistica (UST).

Nel 2012 le donne attive nel settore privato guadagnavano in media il 21,3% in meno rispetto ai colleghi uomini. Quattro anni prima la percentuale era del 25,0.

I divari sono riconducibili in parte a effetti strutturali come un livello di formazione diverso o un numero differente di anni di servizio, oppure ancora all'esercizio di una funzione di quadro meno elevata all'interno dell'azienda, si legge in una nota dell'UST. Malgrado ciò il 40,9% delle disparità salariali nel settore privato resta inspiegabile e oltretutto le differenze aumentano più è elevata la funzione di quadro svolta.

Notevoli anche le disparità a seconda del ramo economico: 11,0% nel settore alberghiero e della ristorazione, 14,1% nell'industria chimica, 18,6% nella sanità e assistenza sociale, 19,5% nel commercio al dettaglio, 23,7% nel settore dell'informazione e comunicazione, 25,6% nell'industria metalmeccanica e 34,0% nella finanza e assicurazione. Nel settore pubblico i divari ammontavano al 16,5%.

Dalla rilevazione dell'UST emerge inoltre come nel settore privato i posti a tempo pieno remunerati meno di 4000 franchi lordi al mese nel 2012 fossero occupati prevalentemente da donne (63,4%). Gli impieghi con salari sopra gli 8000 franchi mensili erano invece prevalentemente maschili (73,5%).

Scalando ancora la piramide dei salari si osserva che solo il 17,9% dei posti di lavoro con stipendio mensile lordo superiore ai 16'000 franchi era assegnato a donne. Questa percentuale è tuttavia aumentata nel corso degli anni: nel 2008 era del 12,8%.

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SDA-ATS