Contenuto esterno

Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.

Il dissidente kazako Mukhtar Ablyazov è stato arrestato a Cannes, in Francia. Lo ha detto il suo avvocato al "Financial Times". Il legale ha precisato che il suo cliente è stato fermato oggi da forze speciali francesi. Ex banchiere ed ex ministro dell'Energia, oppositore del presidente Nursultan Nazarbayev, è ricercato in Kazakistan per frode fiscale. Anche la Russia ne aveva richiesto l'estradizione. Ablyazov aveva ottenuto asilo dalla Gran Bretagna nel 2011.

Con l'arresto di Ablyazov, uno dei leader dell'opposizione kazaca, si è aperta oggi una nuova pagina della vicenda - l'espulsione dall'Italia verso il Kazakistan, a fine maggio, della moglie Alma Shalabayeva e della figlia Alua, 6 anni - che ha fatto traballare il governo di Enrico Letta.

La Shalabayeva e la figlia erano state fermate il 28 maggio con un blitz della polizia - che in realtà cercava il marito - nella loro villa di Casal Palocco, nei pressi di Roma, e a lei viene contestato il possesso di un falso passaporto diplomatico centraficano (che sarebbe vero secondo i suoi legali). Le due donne vengono espulse in Kazakistan il 31 maggio.

Seguono giorni di fortissime tensioni in Italia, con il ministro degli esteri Emma Bonino che sostiene di non essere stata messa al corrente della vicenda, e il vicepremier Angelino Alfano, responsabile degli Interni, che accusa tra l'altro la polizia e i suoi stessi collaboratori di non averlo informato correttamente. A pagare sarà nei giorni successivi il suo capo di gabinetto Giuseppe Procaccini, dopo che lo stesso Letta ha chiesto la massima chiarezza su una vicenda che ancora oggi possiede risvolti misteriosi.

C'è chi ha accusato l'ambasciatore kazako in Italia di avere gestito tutta la vicenda in prima persona, in stretta collaborazione con la polizia italiana, che però nega recisamente questa versione dei fatti. Anzi, il capo della polizia, Alessandro Pansa, ribatte affermando che nessuno gli ha detto che Ablyazov fosse un perseguitato politico, e a loro non risultava neppure una richiesta di asilo della moglie Alma. Fatto sta che a quel punto il governo decide di revocare il provvedimento di espulsione.

La tensione rimane altissima, con Bonino - furiosa - che non esclude una espulsione dell'ambasciatore kazako e le autorità di Astana che minacciano ritorsioni. Interviene anche il presidente italiano Giorgio Napolitano, che definisce tutta la vicenda "una storia inaudita".

La vicenda francese pare altrettanto confusa ed avvolta nel mistero: all'Ansa il ministero dell'interno ha detto di non saperne niente e di rivolgersi alle prefetture di competenze. Spesso succede così quando una operazione è riservata in Francia, un paese molto centralizzato.

L'arresto di Ablyazov rende ancora più intricato il giallo, degno dei migliori James Bond. Ricercato non solo dalle autorità kazake ma anche dalla Russia, su Ablyazov penderebbe un mandato di cattura dell'Interpol.

Astana lo ha denunciato presso la High Court di Londra. Ablyazov, un ex ministro dell'energia di Nursultan Nazarbayev ed ora il suo nemico numero uno, è accusato di essersi appropriato di almeno 6 miliardi di dollari della banca BTA, di cui era stato presidente in passato.

Ablyazov ha sempre negato i fatti accusando Nazarbayev di volerlo far fuori, anche perché l'oligarca arricchitosi dopo il crollo dell'Unione Sovietica, punta a diventare presidente del Kazakistan e non ne ha mai fatto mistero.

Dopo la crisi del 2008, la Bta, fino a quel momento fiorente, ha avuto momenti di seria difficoltà ed è stata sequestrata dalla autorità kazake l'anno successivo. A quel momento Ablyazov si è rifugiato a Londra, dove ha ricevuto l'asilo politico nel 2011. È finito anche sotto la protezione della polizia, dopo la scoperta di un piano per assassinarlo.

Per la vicenda Bta, Ablyazov è però stato condannato in ben tre riprese, in contumacia, in particolare a 22 mesi di carcere, mentre una quarta sentenza è attesa tra breve. L'oligarca sostiene che gli è stato negato il diritto di avere un processo equo in Gran Bretagna e ha annunciato l'intenzione di rivolgersi alla Corte Europea dei Diritti umani a Strasburgo.

Neuer Inhalt

Horizontal Line


swissinfo IT

Unitevi alla nostra pagina Facebook in italiano

subscription form

Abbonatevi alla nostra newsletter gratuita per ricevere i nostri articoli.









SDA-ATS