Divieto dissimulazione viso: "no" della commissione

La Commissione delle istituzioni politiche del Nazionale è dell'avviso che nella Costituzione federale non debba essere previsto alcun divieto di dissimulazione del viso. Immagine d'archivio. KEYSTONE/EPA ANP/BART MAAT sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 11 ottobre 2019 - 16:47
(Keystone-ATS)

Come il Consiglio degli Stati, anche la Commissione delle istituzioni politiche del Nazionale è dell'avviso che nella Costituzione federale non debba essere previsto alcun divieto di dissimulazione del viso.

Con 13 voti contro 9 e 3 astensioni, la commissione raccomanda quindi a plenum, popolo e Cantoni di respingere l'iniziativa "Sì al divieto di dissimulare il proprio viso".

Il testo lanciato dal Comitato di Egerkingen, già all'origine dell'iniziativa antiminareti, prevede un divieto generale di dissimulare il volto in pubblico e ha nel mirino le donne che portano il burqa o il niqab. Nel caso in cui l'iniziativa venisse accolta, le soluzioni differenziate a livello cantonale non sarebbero più possibili.

Attualmente, Zurigo, Soletta, Svitto, Basilea Città e Glarona hanno respinto un tale divieto, mentre il Ticino, in votazione popolare, e il parlamento sangallese lo hanno approvato.

Nemmeno la legge federale sulla dissimulazione del viso proposta dal Consiglio degli Stati quale controprogetto indiretto ha ottenuto il consenso della commissione, che si è opposta con 13 voti contro 12. Questo testo mira in particolare a precisare in quali circostanze è obbligatorio mostrare il volto per identificarsi.

La maggioranza ritiene che il valore aggiunto apportato dal controprogetto sia minimo, in quanto disciplina perlopiù aspetti ovvi. Per la minoranza, l'adozione di un controprogetto completato con istanze riguardanti la parità di genere avrebbe invece dimostrato che i problemi sollevati in quest'ambito dall'iniziativa popolare vengono considerati in modo serio.

Con 14 voti contro 10 è stata respinta anche una proposta per un controprogetto diretto con istanze riguardanti la parità di genere che proteggerebbero le donne, in particolare per quanto attiene alla sfera matrimoniale e famigliare.

La commissione sottoporrà ora alla Camera la sua proposta concernente il controprogetto indiretto, affinché le eventuali divergenze fra le Camere possano essere appianate.

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