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Divieto fumo: a Basilea Città modello "Fümoar" ritenuto illegale

Questo contenuto è stato pubblicato il 25 giugno 2012 - 17:44
(Keystone-ATS)

Sconfitta a Basilea Città per l'associazione "Fümoar", creata per aggirare la legge cantonale sul fumo passivo. La Corte di cassazione ha infatti respinto i ricorsi di due ristoratori membri dell'associazione, ai quali i giudici impongono di far rispettare il divieto.

In vigore dal 2010, le legge cantonale vieta il fumo nei locali pubblici e ammette soltanto degli angoli in cui è permesso, ma dove i clienti non vengono serviti. Circa 180 ristoratori hanno aderito all'associazione ma non si considerano gestori di locali pubblici, in quanto l'entrata è autorizzata solo ai membri, dietro versamento di una quota sociale.

I ricorsi trattati oggi erano stati inoltrati dai gerenti di una discoteca e di un ristorante, che si sono rifiutati di far rispettare la legge all'interno dei loro locali, come invece aveva chiesto il Servizio di sorveglianza del lavoro. Per i ricorrenti il divieto di servire dipende dalla legge federale sul lavoro e i Cantoni si devono conformare ad essa.

Per la Corte di cassazione invece, la Confederazione ha chiaramente lasciato la possibilità ai Cantoni di varare misure supplementari per la protezione dei dipendenti. Il modello di "Fümoar" è perciò un evidente aggiramento della legislazione: basta infatti pagare una quota di 10 franchi per venir ammessi nel locale senza che l'associazione abbia una lista dei suoi membri o obblighi statutari, salvo l'assemblea generale. Una volta versata la quota di adesione, tutti hanno accesso ai locali dell'associazione, che risultano così dei luoghi pubblici soggetti al divieto di fumo. I ricorrenti stanno valutando se portare la questione fino al Tribunale federale dopo aver esaminato le motivazioni della sentenza.

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