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Dogane: coltivatori ticinesi accusati di truffa milionaria

LUGANO/BERNA - Tre contadini ticinesi hanno truffato la Confederazione per oltre due milioni di franchi, importando in modo fraudolento quasi 6000 tonnellate di mais e frumento in esenzione dei tributi doganali e dell'IVA. Lo scrive in una nota odierna la Sezione antifrode doganale della Direzione del circondario di Lugano, parlando di contratti d'affitto falsificati e "firme contraffatte di persone defunte".
Cinque sono le persone incolpate nella vicenda. Oltre a dover pagare i mancati introiti alla Confederazione rischiano pesanti sanzioni, afferma il comunicato, indicando che la Dogana ha già confiscato presso i coltivatori proprietà fondiarie per un valore di 2 milioni di franchi.
I primi sospetti su possibili abusi risalgono al 2006 e si riferiscono al "traffico rurale di confine", che consente ai coltivatori residenti nella zona di frontiera di gestire fondi che si trovano fino a 10 chilometri oltre confine e di importare in franchigia prodotti del raccolto a determinate condizioni.
Dall'inchiesta è emerso che quasi la totalità dei "contratti d'affittanza agraria" presentati alla Dogana per la richiesta di esenzione dei tributi doganali sono stati falsificati, anche con firme contraffatte di persone già decedute, e che i prodotti agricoli sono stati acquistati o coltivati altrove in Italia.

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