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Donne: con virus situazione peggiorata, farsi sentire il 14 giugno

Scene simili stavolta saranno impossibili, ma le donne invitano comunque a far sentire la propria voce il prossimo 14 giugno. KEYSTONE/MELANIE DUCHENE sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 02 giugno 2020 - 11:32
(Keystone-ATS)

La crisi del coronavirus ha esacerbato annose questioni come la disuguaglianza salariale fra generi, il sessismo e la violenza. Lo sottolinea il collettivo Sciopero delle donne, che invita anche quest'anno a farsi sentire il 14 giugno.

In questa data, nel 2019, il secondo sciopero delle donne a livello nazionale della storia svizzera aveva attirato nelle piazze centinaia di migliaia di manifestanti. Raduni, dimostrazioni e discorsi si erano svolti praticamente in ogni città, invadendole di viola.

L'organizzazione femminista, tramite un comunicato odierno, sollecita le donne ad attivarsi anche questa volta, nonostante l'epidemia. In particolare, chiede loro di far rumore ed esprimere le proprie rivendicazioni simbolicamente alle 15.24 quando, stando alle statistiche sul divario di stipendio con gli uomini, terminerebbe il tempo di lavoro retribuito su una giornata di 8 ore.

Le ragioni dello sciopero del 2019, precisa il collettivo, rimangono. Anzi, il Covid-19 non ha fatto altro che accentuarle. Ad esempio, il lavoro di madre non retribuito o sottopagato si è trasformato in un'occupazione 24 ore su 24, tra home office, lezioni dei figli a distanza e assistenza ai genitori. Chi esercita professioni infermieristiche fondamentali per il sistema sanitario ha svolto turni fino a 13 ore, senza aumenti di stipendio o indennità di rischio.

Le dipendenti del commercio al dettaglio non solo hanno dovuto confrontarsi con redditi più bassi, ma sono state esposte a pericoli aggiuntivi in condizioni di scarsa sicurezza. Inoltre, il confinamento ha provocato un aumento dei casi di violenza domestica.

Il prezioso ed essenziale lavoro quotidiano delle donne, scrive l'associazione, è estenuante e non concede pause. La pandemia è stata fonte di ulteriore stress e ha reso difficile organizzare la vita famigliare. Pertanto, pur se quest'anno non sarà possibile invadere le strade a migliaia come dodici mesi fa, l'appello è di farsi sentire lo stesso, tramite azioni in piccoli gruppi. L'invito è esteso anche alle comunità trans e intersessuali.

Il 14 giugno è una data chiave per la parità di genere in Svizzera, anche prima del 2019. Nel 1981 il popolo ha approvato il relativo articolo costituzionale, mentre nel 1991 mezzo milione di donne ha smesso di lavorare.

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