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Dopo accordo con Germania via libera a trattative con Austria e Grecia

Questo contenuto è stato pubblicato il 05 aprile 2012 - 15:50
(Keystone-ATS)

Dopo la firma odierna del protocollo aggiuntivo all'accordo fiscale con la Germania, la Svizzera è pronta a riprendere rapidamente le discussioni con altri Stati europei, quali l'Austria e la Grecia.

Il Consiglio federale ha incaricato formalmente ieri il Dipartimento federale delle finanze (DFF) di riprendere le trattative con Vienna e Atene, ha indicato oggi all'ats il portavoce della Segreteria di Stato per le questioni finanziarie internazionali (SFI), Mario Tuor.

Con i due Paesi europei sono in corso da tempo discussioni per giungere a un accordo fiscale. Prima di dare seguito alle domande di Austria e Grecia, la Svizzera ha però sempre detto di voler concludere gli accordi con il Regno Unito e la Germania.

Il Segretario di Stato austriaco per le questioni finanziarie, Andreas Schieder, ha dichiarato che la convenzione fiscale tra la Svizzera e la Germania va "nella giusta direzione". L'Austria intende quindi ispirarsi al testo firmato oggi da Berna e Berlino, accettando un'imposta liberatoria sui capitali austriaci non dichiarati depositati nella Confederazione, ha detto Schieder all'emittente televisiva ORF.

Il governo di Vienna ha iscritto nei preventivi del 2013 introiti di un miliardo di euro come conseguenza di un futuro accordo. Questo importo è "realistico" e corrisponde a "stime prudenti", ha aggiunto Schieder.

Secondo Mario Tuor, è tuttavia prematuro dire che l'accordo tra la Svizzera e l'Austria entrerà in vigore già nel 2013. Il portavoce del SIF considera "ambiziosa" questa tabella di marcia.

Dal canto suo il segretario di Stato presso il ministero delle finanze greco, Ilias Plaskovitis, aveva dichiarato martedì in un'intervista rilasciata a "Le Temps" che Atene e Berna devono riprendere in modo urgente le loro discussioni al fine di giungere rapidamente a un accordo fiscale.

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