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Finito nella polvere dopo lo scandalo del Sofitel di New York, dove fu accusato di stupro su una cameriera, coinvolto nella vicenda delle squillo dell'hotel Carlton di Lille, Dominique Strauss-Kahn manteneva intatto il suo potere di influenza. Al punto che il futuro presidente François Hollande, in piena campagna elettorale del 2012, gli chiese di andare "a sondare i tedeschi" per perorare la sua causa presso la cancelliera Angela Merkel.

Lo rivela il quotidiano francese Le Figaro con un'intera pagina su DSK, ribattezzato "Monsieur 'Buoni uffici'". Le Figaro rivela un episodio dell'inizio del 2012, un incontro organizzato dal candidato Hollande con DSK presso un grosso imprenditore conoscente di entrambi.

Il futuro presidente incassa un consiglio da DSK: "devi agire rapidamente e in modo forte. Andare subito da Merkel". Per tutta risposta, Hollande gli chiede di andare invece lui stesso a "sondare i tedeschi", sul patto di crescita europeo, sulla posizione francese, le elezioni imminenti in Germania, il debito greco, e molto altro. DSK, screditatissimo presso il grande pubblico, diventa così emissario di Hollande non soltanto presso Merkel, ma presso Martin Schulz, presidente del parlamento europeo, e il lussemburghese Jean-Claude Juncker.

A Merkel, Strauss-Kahn "vende un buon affare", confermano fonti vicine a DSK a Le Figaro, anche se - una volta Hollande arrivato all'Eliseo - tale accordo non sembra essersi concretizzato.

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SDA-ATS