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Dossier incompleti soldati, esercito si difende

Questo contenuto è stato pubblicato il 30 aprile 2012 - 18:14
(Keystone-ATS)

"Non posso quantificare quante armi di servizio potrebbero mancare all'appello, ma non si tratta sicuramente di migliaia di pezzi". Lo ha dichiarato oggi ai media il capo della logistica dell'esercito, divisionario Daniel Baumgartner, in merito ai 27 mila dossier di ex soldati risultati incompleti ad un esame approfondito, come indicato da un servizio del domenicale "SonntagsZeitung". In ogni caso, i vertici dell'esercito respingono le critiche di negligenza, sostenendo di agire in nome della sicurezza.

Stando a Baumgartner, le affermazioni del settimanale secondo cui l'esercito non sa dove sarebbe finita l'arma di servizio di queste persone "è disonesto". Il capo dell'esercito André Blattmann ha respinto con decisione le critiche in base alle quali tra le forze armate regnerebbe il "laissez-faire". "Facciamo di tutto per evitare incidenti", ha spiegato, enumerando le misure di sicurezza adottate da diversi anni per evitare che le armi finiscano in mani sbagliate.

"Durante il raffronto tra i dati su 309 mila dossier risalenti al 2006 - 247 mila di persone prosciolte regolarmente, 32 mila di persone giudicate inadatte al servizio per motivi medici e 30 mila di persone in possesso di un'arma militare in prestito - conservati nei cantoni in merito al materiale riconsegnato e le informazioni centralizzate in possesso di Berna riguardanti queste persone, sono risultate delle lacune", ha spiegato Baumgartner. Simili discrepanze si spiegano, secondo Blattmann, col fatto che ogni cantone aveva un proprio sistema di rilevazione dei dati.

"Abbiamo costatato - ha poi aggiunto Baumgartner - che in 27 mila casi le informazioni sono incomplete", precisando che i dati non sono andati persi come indicato da vari media. "Per ragioni di sicurezza, in marzo abbiamo chiesto a queste persone di rispedirci il loro libretto di servizio per una verifica ulteriore".

Stando al divisionario, nei casi in cui la lacune riguardino materiale di poco conto si potrà soprassedere, ma ciò non vale per l'arma di servizio. "Se dovesse risultare che una determinata persona in possesso di un'arma non intende restituirla, sarà la polizia ad occuparsi del caso", ha sottolineato Baumgartner. Questi ha tuttavia dovuto ammettere di non essere in grado al momento di dire se e quante armi potrebbero mancare all'appello.

L'esame dei 27 mila dossier dovrebbe chiudersi in maggio.

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