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I governatori della Bce discuteranno già da stasera il 'bazookà anti-spread anticipato da Mario Draghi, ma alla vigilia del consiglio Bce di domani s'infiamma anche il duello fra la Bundesbank, che frena sugli interventi dell'Eurotower e la Casa Bianca che aumenta il pressing per un intervento risolutivo. Il compromesso alla Bce potrebbe essere un'azione congiunta della stessa Bce con i fondi di salvataggio Ue Esm-Efsf per raffreddare gli spread, ipotesi oggi anticipata dal premier italiano Mario Monti.

Gelando le aspettative sul consiglio Bce di domani, il presidente della Bundesbank Jens Weidmann, in un'intervista di fine giugno ma pubblicata oggi, è netto nel ribadire: la Bce "non oltrepassi il proprio mandato". La 'Bubà "si batterà con tutte le sue risorse" per evitare "una strumentalizzazione in funzione di obiettivi di politica fiscale", dice Weidmann che avrebbe già incontrato Draghi in un colloquio privato. "Siamo la maggiore e la più importante banca centrale dell'Eurosistema - tuona - e abbiamo una voce più importante rispetto ad altre banche centrali dell'Eurosistema". Un altolà a decisioni della Bce che venissero prese a maggioranza contro il parere del primo 'azionistà, ma che Draghi vorrebbe evitare per non spaccare la Bce.

Non potrebbe essere più evidente il divario delle posizioni nordeuropee con Washington, sempre più in pressing per l'impatto che la crisi europea sta avendo sugli Usa. La notte scorsa il presidente Barack Obama, dopo una telefonata con Monti, ha chiesto all'Europa "un'azione decisa per risolvere la crisi". Tim Geithner, il segretario del Tesoro appena rientrato negli Usa dopo aver incontrato in Germania il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble e lo stesso Draghi, ha chiesto all'Europa, giusto poche ore prima del meeting Bce, misure "per abbassare i tassi d'interesse pagati dai Paesi che stanno facendo riforme": un riferimento implicito a Spagna e Italia. Proprio oggi Monti ha spiegato che all'Italia, che al momento non ha intenzione di attivare i meccanismi anti-spread europei, gli "aiuti potrebbero essere necessari, forse in relazione alla lentezza con la quale i mercati comprendono gli sforzi compiuti e i risultati raggiunti". E ha auspicato "a tempo debito", che possa arrivare la licenza bancaria all'Esm.

A fianco degli Usa, che guardano sempre più preoccupati alla crisi europea come dimostra la Fed che assicura tassi bassi fino alla fine del 2014 e si dichiara pronta ad agire di fronte a rischi al ribasso dell'economia Usa (maxi-liquidità a settembre), si schiera l'Fmi. Il direttore generale dell'istituto di Washington, Christine Lagarde, afferma infatti che con la politica monetaria si può fare di più contro la crisi e assicura che il Fondo non abbandonerà mai il tavolo delle trattative con la Grecia.

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SDA-ATS