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Alcuni genitori dei bambini belgi morti nel tragico incidente del pullman nella galleria di Sierre (VS) nel marzo 2012 si sono rivolti a un servizio d'inchiesta indipendente per esaminare l'inchiesta svizzera sulle cause del dramma. Lo riferisce la stampa belga. Gli esperti dovranno valutare se si può parlare di un gesto di disperazione del conducente del pullman.

I 14 genitori non accettano che il procuratore vallesano Olivier Elsig consideri l'inchiesta praticamente chiusa. In febbraio avevano chiesto un'indagine complementare sul secondo cellulare dell'autista. Ora vanno oltre: si sono rivolti all'ufficio indipendente olandese di inchieste forensi IFS, tra i leader mondiali in materia di perizie sul DNA e sui medicamenti.

Quest'ultimo intende effettuare dei test del DNA per valutare l'influenza dei farmaci che il conducente assumeva. "Sulla base del tipo di medicinale che ingeriva già da due anni sono quasi certa che si sia trattato di un gesto di disperazione", afferma Selma Eikelenboom dell'IFS. "È stato provato scientificamente che tali farmaci spingono i consumatori a suicidarsi, a diventare estremamente aggressivi e violenti", ha aggiunto.

La vedova del conducente, Evy Laermans, deplora gli ultimi sviluppi. In un comunicato inviato all'agenzia di stampa Belga, la donna constata che certe persone "apparentemente non possono rassegnarsi al fatto che gli incidenti possono accadere" e deplora che suo marito sia preso di mira e che si torni sempre a rivoltare il coltello nella piaga.

La Laermans parla anche di un affronto verso gli inquirenti svizzeri, che "hanno sempre fatto del loro meglio per lavorare con rapidità e precisione" e la cui "perizia sembra ora rimessa in discussione."

Il terribile incidente stradale costò la vita a 28 persone, tra cui 22 ragazzi belgi reduci da una settimana bianca in Vallese.

SDA-ATS