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Dubai: Abu Dhabi valuterà interventi caso per caso

Questo contenuto è stato pubblicato il 28 novembre 2009 - 21:51
(Keystone-ATS)

DUBAI - Abu Dhabi, capitale degli Emirati arabi uniti e uno dei maggiori esportatori mondiali di petrolio, deciderà come aiutare l'indebitato emirato vicino di Dubai, intervenendo però solo caso per caso e non sottoscrivendo tutto il debito della holding statale Dubai World.
C'é attesa intanto nel paese arabo e in tutto il mondo finanziario internazionale per la riapertura dei mercati lunedì prossimo a Dubai. 'Prenderemo in esame gli impegni di Dubai - ha detto un alto ufficiale di Abu Dhabi che ha voluto mantenere l'anonimato alla Reuters - e li affronteremo caso per caso. Questo non significa che Abu Dhabi garantirà tutti i debiti". "Alcuni debiti - ha aggiunto nel giorno in cui una relativa calma sembra essere tornata dopo la fiammata di giovedì scorso - sono commerciali e semi-governativi. Abu Dhabi sceglierà quando e dove prestare assistenza".
Intanto i tecnici di Deloitte, Rotshschild e Alix Partners sono al lavoro sulla ristrutturazione del debito di Dubai World e, secondo quanto riporta il quotidiano online The National, ci sarebbero diverse opzioni allo studio.
La holding potrebbe ripagare, entro la scadenza del 14 dicembre, il 'sukuk' (il bond islamico) da 3,52 miliardi di dollari emesso da Nakheel, l'operatore immobiliare famoso per aver realizzato le isole a forma di palma e riscadenziare il resto del debito. Un'altra soluzione potrebbe essere il rimborso dell'80% del valore del debito sia ai detentori dei bond che alle banche. Oppure Dubai World potrebbe proseguire nel progetto di chiedere una moratoria del debito già annunciato con un congelamento dei pagamenti fino al 30 maggio dell'anno prossimo.
Nello scenario più drammatico, ipotizza The National, Dubai World potrebbe imbarcarsi in una liquidazione di asset in risposta a possibili azioni legali da parte dei creditori.
"Prenderemo in esame gli impegni di Dubai - ha detto un alto ufficiale di Abu Dhabi che ha voluto mantenere l'anonimato alla Reuters - e li affronteremo caso per caso. Questo non significa che Abu Dhabi garantirà tutti i debiti". "Alcuni debiti - ha aggiunto nel giorno in cui una relativa calma sembra essere tornata dopo la fiammata di giovedì scorso - sono commerciali e semi-governativi. Abu Dhabi sceglierà quando e dove prestare assistenza".
L'attenzione si concentra quindi adesso sulle reazioni dopo la lunga pausa a Dubai per le giornate dedicate ad alla ricorrenza di Aid al-Adha, festa del sacrificio. Chiusi in questi ultimi giorni uffici, istituti, banche: un dettaglio che Dubai World deve aver ben considerato scegliendo di annunciare la richiesta di ristrutturazione del debito a poche ore dall'inizio delle vacanze.
Un periodo cuscinetto, per gli Emirati Arabi Uniti (Eau) e per i paesi petroliferi del Golfo che osservano l'Aid, che ha risparmiato le borse emiratine e regionali dall'impatto immediato e dovrebbe aver dato tempo alle piazze affari internazionali di assorbire il colpo prima che riaprano quelle dei Paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo (Ccg) - Arabia Saudita, Kuwait, Qatar, Bahrein, Eau, Oman.
Nell'attesa intanto diversi paesi valutano gli effetti della nuova bolla. Per quelli del Golfo, come scrive Afp, il debito di Dubai aggrava una crisi finanziaria già in atto che vede un'esposizione per le banche della regione da valutare in miliardi di dollari. Per esempio subito dopo l'annuncio di Dubai World la Gulf International bank ha deciso l'emissione di un prestito obbligazionario per 4 miliardi di dollari. La stessa agenzia di rating internazionale Moody's ha spiegato di aver messo sotto esame la valutazione di 17 banche e cinque società di investimento degli Emirati Arabi Uniti. Standard And Poor's ha invece già declassato quattro istituti di credito di Dubai per l'esposizione verso la società indebitata.

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