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Due insetticidi del gruppo dei neonicotinoidi danneggiano la fertilità delle api regine. È la conclusione alla quale è giunto uno studio di ricercatori bernesi e canadesi pubblicato oggi dalla rivista "Scientific Reports".

Su scala mondiale, gli apicoltori hanno difficoltà a mantenere un buono stato di salute delle api, e nel corso dell'inverno devono far fronte ad un'elevata mortalità delle colonie. Inchieste recenti suggeriscono che la causa potrebbe essere la scarsa fertilità delle regine.

Diversi studi avevano già constatato l'effetto dannoso dei neonicotinoidi, ma nessuna ricerca era stata fatta sulle regine. "La scoperta della vulnerabilità delle regine a questi prodotti è inquietante ma non sorprendente, tenuto conto della loro tossicità", sottolinea Laurent Gauthier, ricercatore di Agroscope e coautore dello studio, citato oggi in un comunicato dell'Università di Berna.

Le api mellifere hanno un modello organizzativo sociale complesso basato sulla suddivisone dei compiti. Se le operaie nutrono i giovani, puliscono il nido e si procurano cibo, la regina ha come scopo assicurare il rinnovamento delle operaie. Essendoci una sola regina per colonia, il suo stato di salute è cruciale.

Le api, con il ruolo di impollinatrici, hanno una funzione essenziale per l'ecosistema. Ogni anno, in tutto il mondo, milioni di colonie di api producono tonnellate di miele e partecipano all'impollinazione di colture, ad esempio di carote, colza o mandorle, attività dal valore stimato in miliardi di franchi annui.

Secondo Peter Neumann, della facoltà di veterinaria dell'Università di Berna, e coautore dello studio, "i risultati sottolineano l'urgenza di prendere misure che permettano di valutare meglio la pericolosità dei prodotti impiegati nell'agricoltura, in modo da proteggere la biodiversità e il buon funzionamento dell'ecosistema".

Nel 2013, la Commissione europea ha deciso, a titolo preventivo, di adottare restrizioni nell'uso di alcuni insetticidi del gruppo dei neonicotinoidi. La Svizzera si è allineata alla fine del 2013, imponendo una moratoria di due anni.

Diversi studi hanno dimostrato la tossicità di questi prodotti non solo per le api, ma anche per farfalle, uccelli, lombrichi, pesci e altri organismi acquatici. Una revisione delle restrizioni è prevista prossimamente.

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SDA-ATS