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Bufera su Starbucks. Due afroamericani sono stati arrestati senza apparente motivo in una delle sue caffetterie di Philadelphia.

KEYSTONE/AP/RON TODT

(sda-ats)

Bufera su Starbucks. Due afroamericani sono stati arrestati senza apparente motivo in una delle sue caffetterie di Philadelphia.

Il video dell'arrivo della polizia che ha fatto scattare le manette è diventato virale, scatenando una pioggia di critiche sul colosso del caffè, accusato di razzismo.

I due afroamericani stavano aspettando una terza persona e hanno chiesto di poter usare il bagno. Ma il responsabile del punto vendita di Starbucks si è insospettito visto che i due erano all'interno del locale già da diverso tempo senza ordinare.

Da qui i ripetuti inviti ai due a uscire dalla caffetteria: inviti caduti nel vuoto. È scattata così la chiamata alla polizia. Gli agenti accorsi sul posto li hanno ammanettati proprio mentre la terza persona che aspettavano è arrivata, confermando la loro versione dei fatti.

Le polemiche sono state immediate, tanto che l'amministratore delegato di Starbucks, Kevin Johnson, è stato costretto a scusarsi pubblicamente e ad assicurare che la società prenderà tutti i rimedi necessari, fra i quali una migliore formazione dei dipendenti.

Le sue parole tuttavia non sono bastate: le proteste di fronte al locale continuano, ed è stata avviata una petizione per boicottare la società.

I due afroamericani intanto hanno accettato l'offerta di un incontro con Johnson per "avviare un dialogo costruttivo". Ma l'incidente rappresenta un brutto colpo per Starbucks, da anni in prima linea contro le discriminazioni razziali.

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SDA-ATS