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Nicolas Dupont-Aignan e Marine Le Pen.

KEYSTONE/AP/MICHEL EULER

(sda-ats)

Un gollista al Front: Nicolas Dupont-Aignan, 56 anni, capo dei sovranisti di "Debout la France", sarà il primo ministro qualora Marine Le Pen dovesse diventare presidente della Repubblica.

Toni trionfali nello staff della candidata, indignazione nella destra e la firma di un accordo in sei punti che dovrebbe modificare il programma della Le Pen.

Soltanto lo scorso gennaio, Dupont-Aignan rivendicando la propria distanza dal FN, proclamava di "rifiutarne il ricatto", proclamando "un cammino indipendente": "non ho alcun motivo di andare incontro a un patriottismo fatto di eccessi. Portatore del 4,70% di voti (poco meno di 1 milione 700.000 schede per il suo movimento), Dupont-Aignan si è sempre detto "gollista e repubblicano".

Un'appartenenza che oggi gli viene rinfacciata da molti, a cominciare dal suo numero 2, lo scrittore Dominique Jamet, che se n'è andato sbattendo la porta all'annuncio dell'accordo con Marine Le Pen, imitato dal responsabile del "progetto per la Francia" nel partito, Eric Anceau, che ha detto addio con un tweet. Per François Bayrou, centrista alleato di Emmanuel Macron, si tratta di "una vergogna immensa", per l'ex premier neogollista Alain Juppé di un "tradimento", per il segretario generale dei Republicains, Bernard Accoyer, Dupont-Aignan "ha perso l'onore".

Nell'accordo in sei punti, vengono "addomesticati" due cavalli di battaglia del programma della Le Pen: l'uscita dall'euro non è più una precondizione indispensabile per governare, il dazio del 3% sulle importazioni verrebbe imposto soltanto alle merci che fanno "concorrenza sleale" ai prodotti francesi. Fra gli altri punti, la "quarantena" di due anni per l'accesso ai servizi sociali degli immigrati regolari vede esclusa la scuola dei bambini.

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SDA-ATS