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Un duro colpo è stato inferto ai Boko Haram, i sanguinari terroristi nigeriani legati all'Isis.

In soli tre giorni, nel corso di un'operazione lanciata a fine novembre nel nord del Camerun al confine con la Nigeria, l'esercito di Yaoundé è riuscito a "uccidere un centinaio di miliziani" e ha anche "liberato 900 persone".

L'annuncio a sorpresa è arrivato oggi per bocca del portavoce delle forze armate, il colonnello Didier Badjeck, secondo quanto ha riferito la stampa internazionale.

Non è chiaro al momento chi siano le persone liberate dai militari, né si conoscono dettagli dell'operazione compiuta nell'arco di tre giorni, tra il 26 ed il 28 novembre scorsi. L'agenzia egiziana Mena, da parte sua, ha precisato che il colonnello ha annunciato il blitz anche in un discorso alla tv. Non è la prima volta che le forze armate del Camerun si confrontano con il gruppo terrorista nigeriano che opera nella zona di frontiera tra i due Paesi pianificando attacchi di ogni tipo, attentati e rapimenti di massa. E arrivando ad allungare il suo raggio d'azione al Niger, al Ciad, fino alla Libia.

Solo ieri, riferisce l'Ap citando il governatore della provincia settentrionale del Paese, Midjiyawa Bakary, due ragazze kamikaze si sono fatte esplodere uccidendo almeno sei persone nella città di Waza. Bakary ha poi precisato che una terza kamikaze è stata uccisa dai soldati prima che riuscisse a farsi saltare in aria e che tutte le tre giovani provenivano dalla Nigeria.

Lunedì due soldati erano morti per l'esplosione di una mina nel villaggio di Gangse, a nord. Le efferatezze ed i massacri compiuti negli ultimi anni hanno fatto conquistare al gruppo jihadista nigeriano il triste primato di organizzazione terroristica più sanguinaria del mondo.

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SDA-ATS