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Il presidente filippino Duterte

Keystone/EPA PPD/KARL NORMAN ALONZO/PPD/HANDOUT

(sda-ats)

Il presidente filippino Rodrigo Duterte ha imposto la legge marziale sull'isola di Mindanao dopo i violenti scontri nella città di Marawi, dove un gruppo di uomini armati ha impegnato l'esercito in una vera e propria battaglia. Lo riferisce la stampa locale.

Gli assalitori, almeno 15, armati di fucili automatici, hanno aperto il fuoco contro gli edifici governativi della città. Appartengono al gruppo islamico Maute, costola dell'Isis.

Duterte, che si trovava in visita di quattro giorni a Mosca quando il suo portavoce ha annunciato la legge marziale a Mindanao, ha deciso di terminare il viaggio in Russia per tornare immediatamente in patria.

Nel frattempo, mentre continuano le operazioni contro il gruppo armato a Marawi City, la polizia ha annunciato che un agente è morto negli scontri scoppiati oggi pomeriggio, mentre almeno altri cinque soldati sono rimasti feriti.

Il provvedimento che impone la legge marziale è valido per sessanta giorni, secondo il portavoce presidenziale Ernesto Abella.

L'isola di Mindanao è sede da decenni di una guerriglia separatista portata avanti da diversi gruppi islamici. Un accordo di pace siglato nel 2014 per concedere una maggiore autonomia ai musulmani dell'area si è arenato in Parlamento dopo la morte di 44 soldati in un blitz fallito contro un gruppo ribelle nel gennaio 2015.

SDA-ATS

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