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E-Voting: rinuncia a moratoria; discussioni Confederazione-Cantoni

Entro la fine dell'anno la Cancelleria federale dovrebbe sottoporre per decisione al Consiglio federale un progetto di riorganizzazione della fase sperimentale del voto elettronico. KEYSTONE/GIAN EHRENZELLER sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 23 giugno 2020 - 16:30
(Keystone-ATS)

Il voto elettronico, in stato di profondo letargo da mesi, torna a far capolino, timidamente, sulla scena nazionale.

La Cancelleria federale oggi annuncia che Confederazione e Cantoni stanno riesaminando la questione in collaborazione con esperti. Ieri invece è stata resa nota l'interruzione della raccolta di firme per un'iniziativa popolare che chiede una moratoria sull'e-voting.

Il comitato dell'iniziativa "Per una democrazia sicura e affidabile (Moratoria sul voto elettronico)" ha comunicato la decisione ieri pomeriggio con una nota, avanzando due argomenti. Il primo è costituito dagli ostacoli alla raccolta delle firme dovuti ai provvedimenti per far fronte alla diffusione del coronavirus.

A causa dell'emergenza, dal 21 marzo fino al 31 maggio, cioè per 72 giorni, il Consiglio federale ha sospeso i termini per le domande di referendum e le iniziative popolari. Durante la sospensione dei termini non è stato permesso raccogliere firme. La scadenza del termine della raccolta delle firme è stata quindi rinviata di 72 giorni.

Dal primo giugno i comitati possono di nuovo partire a caccia di sottoscrizioni. Sul terreno però i problemi rimangono: "il concetto di protezione (dal coronavirus) elaborato dalla Cancelleria federale si sta rivelando poco attuabile", si legge nel comunicato. Negli ultimi tempi esponenti di vari comitati hanno ad esempio criticato la difficoltà di avvicinare le persone, tenuto conto dell'imperativo della cosiddetta distanza sociale.

Iniziativisti: obiettivi parziali raggiunti

Il secondo motivo è più rallegrante per i promotori del testo: infatti, ai loro occhi, alcuni obiettivi parziali sono stati raggiunti. Ad esempio, il Consiglio federale, esattamente un anno fa, ha rinunciato, almeno momentaneamente, a dichiarare l'e-voting una modalità di voto ordinaria. Inoltre in dicembre il Consiglio nazionale ha adottato un'iniziativa parlamentare dell'ex consigliere nazionale Claudio Zanetti (UDC/ZH), che di fatto costituisce uno stop per il voto elettronico. Il Consiglio degli Stati non si è ancora occupato del tema.

Il comitato, che continua a ritenere che l'e-voting non offra garanzie di sicurezza sufficienti e costituisca dunque una minaccia per la democrazia elvetica, si riserva di rilanciare la raccolta di firme qualora dovessero farsi strada nuovi test di questo sistema di voto. Composto di informatici e politici che vanno dalla sinistra alla destra, presieduto dal consigliere nazionale Franz Grüter (UDC/LU), aveva iniziato la raccolta di sottoscrizioni nel marzo dello scorso anno.

E-voting manipolabile...

Per gli iniziativisti, con il voto elettronico solo pochi esperti in informatica sono a conoscenza del conteggio dei voti, il che rende il sistema facilmente manipolabile. Gli hacker hanno già scoperto vulnerabilità nei sistemi di e-voting, sostengono. Ciò danneggerebbe la fiducia degli elettori nei conteggi, minando la democrazia diretta.

Le autorità, come sottolinea un comunicato odierno della Cancelleria federale (CaF), si battono affinché i sistemi di voto elettronico impiegati in occasione di votazioni ed elezioni soddisfino i massimi requisiti di sicurezza.

... e ora non disponibile

Nella sua seduta del 26 giugno 2019 il Consiglio federale aveva anche incaricato la CaF di provvedere a reimpostare la fase sperimentale del voto elettronico in collaborazione con i Cantoni. L'obiettivo è di raggiungere un'operatività stabile con sistemi dell'ultima generazione che assicurino una verificabilità completa, ossia che consentano di accertare eventuali manipolazioni dei suffragi espressi elettronicamente.

L'anno scorso non era stato possibile effettuare come previsto il primo impiego sperimentale di un tale sistema. Nel cosiddetto codice sorgente del sistema sviluppato dalla Posta a suo tempo erano state riscontrate gravi falle, che avevano indotto l'ex regia federale a ritirarlo. Il Canton Ginevra aveva da parte sua dichiarato che non intendeva sviluppare ulteriormente il proprio sistema e di volerlo sospendere. Al momento attuale in Svizzera non è dunque disponibile alcun sistema di voto elettronico.

Nuove basi discusse con esperti

Per trarre gli insegnamenti dalle sperimentazioni effettuate e rivedere le basi giuridiche e tecniche in vista della prossima fase sperimentale, Confederazione e Cantoni hanno instaurato un dialogo con esperti nazionali ed esteri dei settori dell'informatica, della crittografia e delle scienze politiche. Tale dialogo, che si prevedeva di svolgere anche sotto forma di workshop, è ormai condotto on line a causa della pandemia di coronavirus, scrive la CaF.

L'obiettivo è che entro la fine dell'anno la Cancelleria federale sottoponga per decisione al Consiglio federale un progetto di riorganizzazione della fase sperimentale. Successivamente i Cantoni avranno la possibilità di chiedere un'autorizzazione di principio per l'impiego di un sistema di voto elettronico di ultima generazione.

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