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Altri due nuovi casi di Ebola sono stati registrati in Liberia, nello stesso villaggio, Nedowein, dove ne erano stati segnalati la settimana scorsa altri tre.

Complessivamente quindi il numero di casi confermati, compreso il ragazzo di 17 anni morto lo scorso 28 giugno, sono cinque, come ha confermato il capo della squadra di gestione dell'Ebola, Francis Kateh.

Gli ultimi due malati, un ragazzo e una ragazza, sono stati portati mercoledì in un centro di trattamento vicino alla capitale Monrovia, dove sono già ricoverati gli altri due pazienti. Finora 120 persone sono state messe in quarantena, e quattordici, considerate ad alto rischio, sono sotto monitoraggio.

L'ultimo caso registrato nel paese africano, prima di questi ultimi, risale al 20 marzo scorso, secondo l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), che aveva dichiarato il Paese "Ebola-free" il 9 maggio. Ancora deve essere chiarito la fonte del contagio per il ragazzo 17enne poi morto.

Gli esperti hanno evidenziato che il virus Ebola rimane una minaccia per l'Africa occidentale, finché non sarà eradicato da Guinea e Sierra Leone dove continua a permanere. In quest'ultimo paese, dove recentemente sono stati registrati dieci nuovi casi a est della capitale Freetown, il governo ha deciso di estendere il coprifuoco alle aree colpite dal virus.

Gli ultimi dati dell'Oms segnalano che nella settimana dal 29 giugno al 5 luglio sono stati 30 i casi confermati di Ebola, di cui 18 in Guinea, tre in Liberia, e nove in Sierra Leone. Anche se è stata la settimana peggiore, come numero di malati, da metà maggio, sono stati fatti progressi nel capire meglio le catene di trasmissione del virus rispetto a un mese fa. Sono infatti calati i casi di cui è ignota la fonte di contagio (cinque su 30).

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SDA-ATS