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Anche se contagi confermati al di fuori dell'Africa ancora non sono stati riscontrati cresce la paura di Ebola in tutto il mondo, con ricoveri per sospetti casi negli Stati Uniti e in Arabia Saudita e sempre più compagnie aeree che si rifiutano di volare nelle zone interessate. Dopo la decisione della Banca Mondiale di stanziare 200 milioni di dollari per l'epidemia la "parola" torna all'Organizzazione mondiale della sanità (OMS), che in una riunione del Comitato di Emergenza potrebbe decidere ulteriori misure.

Nonostante negli Stati Uniti, come del resto anche in Europa, il rischio del virus è considerato molto basso, sono già otto le persone che si sono presentate in ospedale con la paura del contagio.

Per sei l'ipotesi è già stata esclusa, mentre per due, una a New York e una in Ohio, entrambe appena rientrate dall'Africa Occidentale, si attende il risultato dei test, che dovrebbe arrivare al massimo domani. Anche a Gedda, in Arabia Saudita, un cittadino saudita di ritorno dalla Sierra Leone è ricoverato con sintomi sospetti.

Sempre domani inizia a Ginevra la riunione di due giorni del Comitato di Emergenza che dovrà decidere se inserire la malattia nella lista delle "emergenza di salute pubblica di livello internazionale". Lo status finora è stato adottato solo per la pandemia del 2009 dell'influenza A, la cosiddetta "suina", e poche settimane fa per la polio. "Se il comitato riterrà necessario dichiararlo - spiega il comunicato - saranno raccomandate ai paesi misure aggiuntive per ridurre i rischi".

Nonostante le rassicurazioni, provenienti anche dal Centro Europeo per il Controllo delle Malattie, anche in Europa cresce la paura. British Airways ha deciso la sospensione fino al 31 agosto di tutti i voli per Liberia e Sierra Leone, mentre lo scalo tedesco di Francoforte ha rafforzato i controlli.

Chi invece ha portato "volontariamente" il virus sul proprio territorio è la Emory University di Atlanta, che dopo aver accolto il medico volontario Kent Brantly, che si è infettato in Liberia, ha ricoverato oggi anche l'infermiera Nancy Writebol. Entrambi sono stati curati con un siero sperimentale, mai testato prima sull'uomo, che sembra dare buoni risultati.

In aiuto dei paesi che stanno affrontando l'epidemia arriverà anche la Banca Mondiale, che ha annunciato lo stanziamento di 200 milioni di dollari. "I fondi - spiega l'organizzazione - serviranno in particolare per l'acquisto di materiale sanitario, per il pagamento del personale medico e per realizzare laboratori. Inoltre una parte dei finanziamenti andrà in aiuti alle comunità più colpite dal virus Ebola, anche dal punto di vista economico"

La gara di solidarietà ha "contagiato" anche l'Italia, con la Farnesina che ha stanziato 200'000 euro per la Guinea, e altri paesi come la Germania, che invece donerà un milione di euro.

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SDA-ATS