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Un nuovo metodo che può rivelare la presenza del virus ebola in appena 30 minuti è stato messo a punto dall'università giapponese di Nagasaki, che ora sta cercando partner industriali per poterlo usare nelle zone colpite dall'epidemia. Lo hanno annunciato gli stessi ricercatori, secondo quanto riporta l'agenzia di stampa giapponese Nikkei. Il nuovo test, spiega Jiro Yasuda, uno degli ideatori, è più semplice di quello usato ora che richiede da una e due ore, e necessita di minori attrezzature.

La tecnologia si basa su un "primer", un filamento di Dna ricavato dalle sei sezioni del genoma del virus che cambiano meno passando da un ceppo all'altro. Il primer viene mescolato al sangue da analizzare in una provetta scaldata a 60-65 gradi, e se è presente il virus il filamento riesce ad amplificarne il Dna, rendendo la soluzione nella provetta torbida.

Il sistema è stato testato su campioni del virus in Canada, e ora è a disposizione. "Il metodo richiede attrezzature da poche centinaia di dollari ed è pronto - spiega Yasuda - saremmo lieti di offrirlo a chiunque ne abbia bisogno".

In aiuto nella lotta contro il virus, che ha già fatto oltre 1500 morti, sono arrivati anche i videogiocatori. Il popolare videogame Foldit, realizzato dall'università di Washington e che aiuta i ricercatori a studiare le proteine grazie a dei rompicapi risolti dagli utenti, ha lanciato una "sfida" per trovare possibili "punti deboli" del virus. Sono già state trovate due proteine che secondo i solutori sono in grado di "agganciarsi" al virus inattivandolo, e una versione "reale" sarà testata in laboratorio.

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SDA-ATS