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"In termini di entità", ci sono state manifestazioni del virus di Ebola "più ampie" di quella che colpisce attualmente la Guinea, ha affermato oggi a Ginevra il portavoce dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) Gregory Hartl, citando l'esempio dei 400 casi segnalati nel 2000 in Uganda o altre epidemie nella Repubblica democratica del Congo.

La situazione in Guinea Conakry, dove sono stati registrati 122 casi, sospetti o confermati, di cui 80 mortali, "rientra nel quadro delle precedenti" manifestazioni del virus di Ebola, ha aggiunto il portavoce rispondendo a una domanda sulle affermazioni di un rappresentante di Medici senza frontiere (Msf) che ieri aveva parlato di "un'epidemia di dimensioni mai viste in relazione alla distribuzione dei casi sul territorio".

"Non è la prima volta che una capitale è colpita", ha aggiunto evocando Libreville (Gabon) e la "fonte dell'infezione è ancora relativamente limitata al sud-est della Guinea", ha aggiunto.

Per l'Oms il virus di Ebola, che causa febbre emorragica con un alto tasso di mortalità, è sempre "molto preoccupante e dobbiamo essere prudenti sul come caratterizziamo" una situazione che è per ora costituita da "casi sporadici", ha detto Hartl, precisando che la priorità è porre fine alla catena di trasmissione.

Una crisi di Ebola è sempre "seria" e "non può mai essere considerata sotto controllo, se non dopo un periodo di 42 giorni senza nuovi casi", pari a due periodi di incubazione, ha concluso il portavoce sottolineando il ruolo fondamentale svolto dalle squadre di Msf in Guinea nella lotta al virus.

Oltre che in Guinea, casi sono stati segnalati in Liberia, sette in tutto sospetti o confermati, ma tutti legati a persone che hanno compiuto viaggi in Guinea, mentre per la Sierra Leone le analisi sono risultate negative.

SDA-ATS