Salgono a due le persone morte in Uganda a causa del virus Ebola. L'ultimo decesso è quello di una donna di 50 anni, nonna del bimbo di 5 anni, morto due giorni fa. Mentre il terzo contagiato è il fratellino, di 3 anni, della prima vittima.

A renderlo noto è l'Organizzazione Mondiale della Sanitò (Oms) che terrà oggi un incontro per decidere se annunciare un'emergenza sanitaria pubblica internazionale.

I due bambini e la nonna, si apprende dal portale web delle Nazioni Unite, nei giorni precedenti erano stati nella Repubblica Democratica del Congo - dove è in corso una epidemia di Ebola da agosto scorso che ha già fatto 1.400 vittime - per assistere a un funerale.

La famiglia era poi tornata in Uganda attraverso il confine di Bwera, cercando aiuto all'ospedale di Kagando perché il bimbo di 5 anni riportava i sintomi tipici di Ebola, inclusi vomito e diarrea sanguinolenta. Un quarto caso sospetto - un uomo di 23 anni - è anch'esso in attesa di conferma di laboratorio e finora sono stati identificati circa 27 contatti delle vittime.

"Dobbiamo fare tutto il possibile per fermare questa epidemia e impedire altre morti inutili", ha affermato il rappresentante dell'Unicef in Uganda, Doreen Mulenga. "La consapevolezza - ha aggiunto - è il modo migliore per prevenire la diffusione di questo virus".

Con questo obiettivo in Uganda l'Unicef ha già fatto circa 350.000 visite familiari per condividere informazioni sulla malattia e 14.000 incontri pubblici sono stati organizzati presso scuole, chiese, moschee, mercati, raggiungendo circa 2,4 milioni di persone.

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