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Economiesuisse chiede ritocco decisioni del Consiglio federale

"Per evitare una seconda ondata di infezioni dobbiamo rispettare costantemente le misure di protezione e non congelare le attività di una gran parte dell'economia più a lungo", secondo il presidente di economiesuisse Heinz Karrer (foto simbolica) KEYSTONE/URS FLUEELER sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 26 aprile 2020 - 08:56
(Keystone-ATS)

Il Consiglio federale agisce con troppa esitazione di fronte alla crisi legata al coronavirus: è l'accusa del presidente di economiesuisse Heinz Karrer in un'intervista pubblicata oggi dalla NZZ am Sonntag.

"L'apertura progressiva e controllata dell'economia deve essere accelerata", ha dichiarato.

Numerosi settori economici come il turismo e la gastronomia non hanno ancora alcuna prospettiva, ha affermato Karrer. "La stagione estiva sarà decisiva per molte imprese, in particolare quelle del settore turistico. Devono poter pianificare la loro riapertura", ha avvertito.

Il Consiglio federale ha deciso di uscire dalla crisi legata al Covid-19 in tre tappe. Parrucchieri, fisioterapisti, centri di giardinaggio e medici saranno autorizzati a riaprire da domani. La scuola obbligatoria, l'insieme dei negozi e dei mercati dovrebbero riaprire l'11 maggio. In una terza fase, prevista a partire dall'8 giugno, saranno le scuole medie superiori, professionali e universitarie a riaprire i battenti. In quella data anche le strutture ricreative e per il tempo libero dovrebbero essere nuovamente aperte. Il divieto di assembramento sarà allentato.

Peggiore recessione da 90 anni

Karrer auspica ora che l'esecutivo federale ritocchi le sue decisioni in occasione della sua prossima seduta. "Comprendiamo le preoccupazioni del Consiglio federale riguardo a una seconda ondata di infezioni. Anche noi non vogliamo che ciò avvenga. Ma per evitarlo dobbiamo rispettare costantemente le misure di protezione e non congelare le attività di una gran parte dell'economia più a lungo".

Il presidente di economiesuisse mette in guardia dalle conseguenze del confinamento: "Andiamo verso la peggiore recessione degli ultimi 90 anni. Ci sarà un'ondata di fallimenti, la disoccupazione aumenterà rapidamente al 4-5% e la sicurezza del lavoro diminuirà".

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