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Economiesuisse rivede al ribasso le previsioni di crescita dopo la decisione della Banca nazionale svizzera di abbandonare la soglia minima di cambio con l'euro: il tasso di espansione quest'anno dovrebbe attestarsi allo 0,6%, mentre i precedenti pronostici di dicembre indicavano un +1,6%. La disoccupazione aumenterà soprattutto nel settore secondario, ma in parte anche nel terziario, e passerà al 3,7% in media annuale. L'inflazione sarà negativa: -0,8%.

Per il 2016 la federazione delle imprese svizzere calcola una crescita congiunturale dell'1,2%, ma la percentuale di senza lavoro dovrebbe salire al 3,8%. L'inflazione rimarrà sotto zero: -0,2%.

Dopo la decisione della BNS, il rapido apprezzamento del franco e la sua massiccia sopravvalutazione obbliga numerose imprese ad adottare importanti misure di riduzione dei costi, scrive Economiesuisse in un comunicato.

Diminuzioni salariali, blocco delle assunzioni, soppressioni d'impieghi, trasferimenti di posti di lavoro all'estero, concessioni sui prezzi, erosione dei margini e investimenti all'estero piuttosto che in Svizzera: tutte queste misure hanno la conseguenza di ridurre a breve termine la creazione di valore di diversi settori.

Il rafforzamento del franco colpisce soprattutto le aziende che vendono i loro prodotti all'estero: l'export dovrebbe calare dello 0,5% quest'anno, ma rimbalzare poi a +2% nel 2016. Il franco forte non risparmia il mercato interno, in primo luogo i fornitori dell'industria d'esportazione, costretti a ridurre i loro costi per rimanere competitivi.

Il rallentamento della congiuntura frena peraltro la costruzione industriale e di alloggi; soltanto la costruzione di appartamenti da reddito sarà sostenuta dai tassi d'interesse negativi. A ciò si aggiunge il fatto, afferma Economiesuisse, che l'iniziativa sulle residenze secondarie ha un effetto negativo sul settore. Gli investimenti nell'edilizia dovrebbero così subire un calo dello 0,8% nel 2015 e una leggera ripresa dello 0,4% nel 2016.

La Svizzera nel 2015 non scivolerà comunque in una fase di recessione, visto che lo choc monetario è attenuato dalla crescita dell'economia mondiale. La congiuntura svizzera sarà inoltre sostenuta dal consumo privato e pubblico, che approfittano del rincaro negativo: i consumi privati dovrebbero salire nel 2015 dell'1,2%, contro il +1% del 2014.

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SDA-ATS