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Economiesuisse vede nero, in inverno fallimenti e licenziamenti

L'industria delle macchine figura fra le più toccate dalla crisi (archivio). KEYSTONE/LAURENT GILLIERON sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 05 ottobre 2020 - 12:00
(Keystone-ATS)

Dopo un'estate relativamente calma e meno negativa del previsto, la situazione si sta nuovamente oscurando per le imprese svizzere: lo sostiene, sulla base di un sondaggio, Economiesuisse.

Secondo l'organismo la crisi in inverno si farà assai più visibile per la popolazione, con un aumento dei licenziamenti e dei fallimenti.

Il 57% delle imprese segnala problemi sul fronte delle vendite in Svizzera, il 72% (in questo caso delle ditte esportatrici) in relazione allo smercio all'estero, il 43% in materia di assenze dei collaboratori e il 21% per quanto riguarda l'acquisto di prodotti finiti.

"La crisi del coronavirus non è ancora superata e ci si aspetta un inverno difficile", riassume Economiesuisse in un comunicato odierno. Dopo il crollo delle attività in primavera, la situazione economica di numerose imprese è migliorata nel corso dell'estate. Un quinto degli interpellati parla però invece di peggioramento, in particolare nel campo dell'export, ma non solo: sul mercato interno sono toccate le imprese dei settori che non sono ancora autorizzati a riprendere la loro attività o che sono sottoposti a restrizioni rigide, quali il ramo degli eventi, le agenzie di viaggio o la ristorazione. Anche gli assicuratori registrano - ed è una novità, sottolinea l'organizzazione - un peggioramento della situazione per le loro attività, poiché vendono meno prodotti incassando così meno premi.

L'immediato futuro non si presenta roseo. Le difficoltà concernenti le vendite sul mercato interno erano sensibilmente diminuite in estate, ma probabilmente aumenteranno nuovamente nel corso dei prossimi due mesi, prevede Economiesuisse. E anche i mercati d'esportazione non si sono ancora ripresi.

Il numero di assenze dal lavoro è già notevolmente aumentato, poiché un numero maggiore di persone è interessato da misure di quarantena e di isolamento. Soprattutto nelle aziende in cui è assolutamente necessario lavorare in gruppo (ad esempio nell'assemblaggio di macchine) sussiste il rischio che intere squadre siano assenti se un membro del team presenta dei sintomi.

Le catene di approvvigionamento pongono invece attualmente meno problemi alle imprese. Una difficoltà è costituita dal fatto che, per evidenti ragioni, alcuni fornitori non garantiscono la disponibilità né le date di fornitura. Questo complica la pianificazione degli ordinativi di prodotti semilavorati. La situazione resta peraltro volatile: occorre attendersi che altre regioni siano prossimamente soggette a restrizioni dovute al Covid-19.

Se dal punto di vista del prodotto interno lordo la maggior parte dei settori sembrano aver superato il peggio, la crisi economica diventerà più evidente per la popolazione nei mesi più freddi, si dice convinta Economiesuisse: licenziamenti, chiusure di imprese e fallimenti aumenteranno, al più tardi quando scadranno le misure di sostegno come i prestiti coronavirus e il lavoro ridotto.

Il sondaggio è stato condotto in collaborazione con la Segreteria di Stato dell'economia (Seco) tra il 17 e il 23 settembre 2020. Vi hanno partecipato 268 persone di tutte le regioni della Svizzera, nonché 28 associazioni che hanno preso parte in forma consolidata, a nome del loro settore.

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