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Economiesuisse vuole totale indipendenza BNS

Questo contenuto è stato pubblicato il 12 gennaio 2012 - 13:45
(Keystone-ATS)

Economiesuisse ritiene che l'indipendenza della Banca nazionale svizzera (BNS) debba rimanere totale. Nella sua presa di posizione di inizio legislatura, l'organizzazione padronale sottolinea che la BNS "non deve assolutamente accettare di venire politicizzata". Sul piano della politica monetaria, la banca centrale elvetica deve difendere il tasso minimo.

Nella conferenza stampa d'inizio anno organizzata oggi a Zurigo, l'organizzazione degli imprenditori ha inoltre annunciato che "combatterà risolutamente" due iniziative popolari che saranno messe in votazione nel 2012: quella sulle sei settimane di vacanze e quella dell'Associazione per una Svizzera neutrale e indipendente (ASNI) relativa agli accordi internazionali.

Entrambe le iniziative indebolirebbero l'attrattiva della piazza economica svizzera. L'iniziativa dell'ASNI "Accordi internazionali: decida il popolo!" intaccherebbe "il nostro margine di politica estera e deve essere respinta nell'interesse della nazione", ha dichiarato il presidente di Economiesuisse Gerold Bührer.

Quella di Travail.Suisse, che intende concedere a tutti i lavoratori sei settimane di vacanza, rappresenta una minaccia per gli impieghi. "Moltre imprese non sopporterebbero questo ulteriore obbligo finanziario, specialmente nell'attuale periodo di turbolenze".

Economiesuisse chiede inoltre alla Confederazione di rafforzare la rete di accordi di libero scambio per garantire un miglior accesso ai mercati. "Disdire l'accordo sulla libera circolazione delle persone con l'UE metterebbe in pericolo gli accordi bilaterali". Per questo l'economia combatterà con tutte le forze l'iniziativa dell'ASNI.

In tema di politica budgetaria, l'organizzazione ritiene che il freno all'indebitamento abbia "mostrato la propria efficacia per le finanze della Confederazione". Uno strumento analogo "si impone quindi anche per le assicurazioni sociali". Gli imprenditori auspicano inoltre che, per quel che riguarda il riorientamento energetico, si debba dare la priorità alla sicurezza dell'approvvigionamento, a prezzi competitivi e alla salvaguardia dell'ambiente.

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