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EFG International ha completato una tappa importante integrando quasi tutta l'attività svizzera della banca ticinese BSI

Keystone/STEFFEN SCHMIDT

(sda-ats)

EFG International, gruppo bancario zurighese, ha completato una tappa importante integrando quasi tutta l'attività svizzera della banca ticinese BSI, acquisita lo scorso anno dalla banca d'investimento brasiliana BTG Pactual.

BSI costituisce ormai una filiale al 100% di EFG International, ha precisato oggi in un comunicato l'istituto con sede a Zurigo, che assumendo il controllo della BSI è diventata una delle maggiori banche private svizzere, con fondi in gestione che alla fine dell'anno ammontavano a quasi 145 miliardi di franchi. BSI opera quindi esclusivamente sotto la dicitura EFG.

In Svizzera la quasi totalità delle succursali e delle agenzie presentano già il nuovo marchio e il nuovo logo. La conclusione del trasferimento di attivi dalla BSI a EFG costituisce "una tappa importante nel processo d'integrazione", si legge nel comunicato. Le entità rimanenti, ossia Lussemburgo e Monaco, dovrebbero venir incorporate a EFG International nel corso del secondo trimestre dell'anno.

L'operazione con la BSI non rimarrà senza conseguenze in fatto di occupazione: EFG aveva reso noto che prevedeva la soppressione di 300-450 posti di lavoro entro il 2019, due terzi dei quali in Svizzera. Un piano sociale è stato approvato a fine marzo dalle maestranze dei due istituti e i primi licenziamenti dovrebbero avvenire dal prossimo mese.

L'Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari (FINMA) aveva condizionato il suo benestare all'operazione - allora implicata nello scandalo di riciclaggio legato al fondo sovrano malaysiano 1MDB - al fatto che la banca ticinese dovesse venir dissolta dopo la sua integrazione.

SDA-ATS

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