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La presidente del partito socialista solettese, Franziska Roth, ha inoltrato ricorso al Consiglio di Stato contro il comune di Egerkingen che ha deciso di obbligare gli allievi delle scuole a parlare solo tedesco in tutto lo spazio scolastico.

Una tale imposizione è in contraddizione con la libertà di lingua sancita dalla Costituzione e le autorità comunali oltrepassano le loro competenze, afferma la Roth. A suo parere è corretto che durante le ore di lezione i bimbi e i ragazzi stranieri che frequentano le scuole dell'obbligo parlino in tedesco, ma costringerli a farlo anche durante la pausa di ricreazione "è una grave violazione della libertà di lingua", scrive la ricorrente.

Lo scorso gennaio, nell'intento di favorire l'integrazione degli allievi stranieri il comune ha deciso di ricorrere a drastici provvedimenti: all'interno dell'area dell'istituto sarà obbligatorio per tutti parlare tedesco, pena una reprimenda orale per i genitori ed, eventualmente, l'obbligo di seguire un corso di lingua a loro spese: dieci ore di lezione per un costo di 550 franchi.

La sindaca, Johanna Bartholdi, ha ammesso che tale disposizione è giuridicamente problematica. Questa settimana le associazioni cantonali dei docenti e dei dirigenti scolastici hanno criticato la decisione del comune.

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SDA-ATS