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Un migliaio di manifestanti sta tentando di dare l'assalto al Ministero degli Interni e la polizia ha aperto il fuoco. È quanto riporta la televisione satellitare Al Jazira. La folla ha tentato di espugnare anche il Dipartimento di pubblica sicurezza del Cairo. Uditi spari pure nei pressi della Zecca della Banca centrale d'Egitto.

Continuano inoltre gli scontri e le violenze a Ismailia e nel Sinai. Secondo fonti locali nella prima località si registrano oggi due morti e 50 feriti ed è stato appiccato il fuoco alla sede della sicurezza nazionale. Nel Sinai due poliziotti sono stati uccisi, secondo le fonti secondo le quali altri cinque sono stati rapiti.

Nelle città egiziane militarizzate e devastate da un giorno di guerriglia che ha lasciato quasi cento morti, si sono rianimate le piazze e i manifestanti, sfidando i carri armati schierati in strada, si sono radunati di nuovo a migliaia nel centro del Cairo, ma anche in altre città, dopo la fine del coprifuoco notturno, e scontri si segnalano a Ismailia, Alessandria e Rafah, al confine con Israele.

I Fratelli musulmani, principale forza di opposizione in Egitto, hanno lanciato oggi un appello per una transizione pacifica del potere. È quanto si legge in un comunicato diffuso nel quinto giorno di manifestazioni contro il regime del presidente Hosni Mubarak.

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SDA-ATS