È scattato all'alba l'annunciato sgombero dalle piazze del Cairo, Rabaa e Nahda, dei sostenitori del deposto presidente Mohamed Morsi da parte delle forze di sicurezza egiziane, con il temuto bagno di sangue.

È guerra di cifre sul bilancio delle vittime dell'operazione con gas lacrimogeni e colpi d'arma da fuoco: i Fratelli musulmani parlano di oltre 250 morti e migliaia di feriti, mentre il ministero della salute sostiene che le vittime sono 7 e un'ottantina i feriti. Il ministero dell'Interno ha inoltre annunciato la morte di due membri delle forze di sicurezza. L'agenzia France Presse dal canto suo ha contato 43 cadaveri, tutti uomini, e molti feriti da colpi d'arma da fuoco.

Secondo il ministero dell'Interno una delle due piazze, Nahda la più piccola, è tornata sotto controllo, mentre a Rabaa sono stati chiusi con blindati e tank tutti gli accessi.

Il governo ha bloccato la circolazione dei treni per evitare manifestazioni al di fuori dalla capitale, ma le proteste si sono già allargate ad Alessandria e in altre località dell'Egitto, a Minya e Assiut.

Sostenitori di Morsi hanno dato alle fiamme una chiesa copta a Sohag nel centro dell'Egitto, in segno di rappresaglia. Nel governatorato di Fayoum nell'alto Egitto, a 80 km a sud del Cairo, i partigiani di Morsi hanno dato fuoco ad una associazione caritatevole copta oltre che a diversi commissariati di polizia provocando un gran numero di feriti.

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