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Almeno 20 morti e 34 feriti. Ancora una volta al Cairo è stata battaglia tra gli ultrà e la polizia prima e durante la partita di premier League Zamalek-Enppi. Una tragedia che si è verificata a meno di tre anni dai terribili incidenti di Port Said, che causarono 74 vittime, in quello che venne definito dall'allora vice ministro della Sanità Hesham Sheiha il "peggior disastro nella storia del calcio egiziano".

Erano da poco passate le 18:00 (le 17:00 in Svizzera) quando sui social network sono iniziate a rimbalzare le prime notizie degli incidenti. Un vero e proprio inferno - stando a quanto hanno scritto i media locali - si è scatenato di fronte al campo di calcio Air Defence Stadium della capitale egiziana, tra i tifosi del club Zamalek e la polizia. Violentissimi gli scontri. "Volevano entrare senza biglietto e siamo dovuti intervenire", ha affermato il ministero dell'Interno.

I tifosi, dispersi a colpi di gas lacrimogeni, sarebbero quelli del gruppo "White Knights". Poco dopo la notizia degli incidenti uno dei giocatori dello Zamalek, Omar Gaber, si sarebbe rifiutato di giocare la partita, secondo quanto hanno riferito alcuni tifosi sui social network. Gli ultrà entrati nello stadio, alla notizia delle vittime, si sono poi girati mostrando le spalle al campo da gioco. Poco dopo un portavoce del gruppo dei White Knights ha diffuso la notizia della morte di cinque persone. Ma è bastato che passasse un'ora che il bilancio è stato aggiornato da fonti mediche, che hanno parlato di almeno 20 morti e 34 feriti. Altre fonti non escludono che il numero delle vittime e dei feriti possa ulteriormente aumentare. Diversi veicoli di fronte allo stadio sono rimasti gravemente danneggiati. Terribili le foto postate su Twitter da testimoni che hanno mostrato i luoghi degli incidenti completamente devastati e le immagini dei cadaveri in strada.

Il tutto in un'atmosfera appesantita dai gas lacrimogeni lanciati dai poliziotti che, secondo il racconto dei testimoni ad al Ahram, avrebbero causato molte delle vittime. Gli scontri odierni al Cairo ripropongono nuovamente la questione della sicurezza. Non è infatti la prima volta che l'Egitto si confronta con incidenti mortali negli stadi. Il primo febbraio del 2012, oltre 70 tifosi morirono allo stadio di Port Said, nel nord del Paese, in scontri tra gli ultrà della squadra ospite di el Ahly e quella locale di al Masry. A fine match, vinto poi a sorpresa dalla squadra di casa, si scatenò l'inferno con una furibonda invasione di campo da parte dei sostenitori del Masry che diedero la caccia ai giocatori avversari. In mezzo la polizia in assetto antisommossa ma assolutamente incapace di gestire la situazione.

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SDA-ATS