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Sono state confermate le 11 condanne a morte inflitte due anni fa nel processo per gli incidenti del 2012 allo stadio di Port Said nei quali morirono 74 tifosi.

La sentenza pronunciata nel processo per il più grave massacro della storia del calcio egiziano è appellabile ed è stata letta in tv.

Dei 73 imputati, 19 sono stati assolti ed il resto condannati a 15, 10 e cinque anni di reclusione. In quest'ultimo gruppo spiccano il capo della sicurezza di Port Said, il generale Essam Samak, e il responsabile della Polizia navale della città portuale, il colonnello Mohamed Saad. Gli altri sette quadri delle forze di polizia imputati sono stati assolti. Un condannato a morte è contumace.

Gli incidenti avvennero il primo febbraio di tre anni fa e tutte le vittime erano tifosi della squadra cairota di Al Ahly che perse contro la formazione locale El Masri. Vi furono anche più di 500 feriti e la polizia tenne chiuse le porte dello stadio. Nelle cronache del tempo fu riportato che tifosi della squadra ospite furono lanciati giù dalle tribune e attaccati a colpi di coltello, pietre, bottiglie e petardi mentre la polizia teneva chiuse le porte dello stadio.

Vi è stata anche un'interpretazione politica dell'eccidio che colpì una tifoseria nemica dei militari all'epoca al potere dopo la caduta del presidente Hosni Mubarak.

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SDA-ATS