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Egitto: giornata disobbedienza un anno dopo la caduta di Mubarak

Questo contenuto è stato pubblicato il 11 febbraio 2012 - 09:57
(Keystone-ATS)

A un anno esatto dalla caduta di Hosni Mubarak, l'11 febbraio 2011, movimenti attivisti hanno indetto per oggi una giornata di disobbedienza civile, segnata da scioperi in vari settori, per rivendicare la fine del potere militare e un rapido passaggio ad un governo civile.

I principali movimenti islamisti, il partito dei Fratelli musulmani Giustizia e Liberta e i partiti salafiti hanno annunciato di non aderire a questa iniziativa.

Il Consiglio miliatre, che regge l'Egitto dalla caduta dell'ex rais egiziano ha diffuso un comunicato sostenendo che questo passaggio è "uno dei più difficili" dalla rivoluzione e che l'Egitto è esposto a "complotti fomentati contro la patria con l'obiettivo di fare precipitare lo Stato perchè regni il caos". "I militari assicurano che rimetteranno il potere al prossimo presidente della Repubblica e che nel frattempo "non cederanno alle minacce, alle pressioni" e non accetteranno "diktat".

Da giovedì sono ricomparsi in strada in varie città egiziane i blindati dell'esercito in vista di questa giornata, che al momento è tranquilla e non si segnalano disordino i incidenti.

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