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Il giorno dopo il quarto anniversario della rivoluzione del 25 gennaio 2011 che portò alla defenestrazione del rais Hosni Mubarak, la polizia egiziana si difende con i giornalisti per escludere proprie responsabilità' nella morte avvenuta ieri di 23 manifestanti.

Il ministro dell'interno, Mohamed Ibrahim, in una conferenza stampa ha escluso con molta durezza che i poliziotti intervenuti a contenere le manifestazioni abbiano usato munizioni diverse da gas lacrimogeni e pallottole di gomma. Ed ha aggiunto che dei 23 manifestanti morti, tra i quali due poliziotti, ed i 97 feriti la maggior parte sono stati nel quartiere periferico di Matariya, dove si concentra una presenza di sostenitori dei Fratelli Musulmani e dove alcuni sarebbero saliti sui tetti delle case, cominciando a sparare all'impazzata.

Ma dubbi sull'effettiva correttezza dell'operato delle forze di polizia sono stati espressi in modo pesante da giornali e da testimoni che hanno riferito sulla morte di un'attivista del Partito dell'Alleanza Popolare Socialista, Shaima El Sabbagh, uccisa sabato in piazza Tahrir mentre in corteo portava fiori al monumento delle vittime del 25 gennaio 2011 nella stessa piazza.

Con una presa di posizione critica insolitamente decisa l'opinionista del più autorevole quotidiano egiziano, Al Ahram, Ahmed Sayed El-Naggar, ha chiamato in causa il presidente El Sisi, rilevando che "i diritti di Shaima el Sabbagh, sono sulle nostre spalle, specialmente su quelle del presidente eletto, che ha il compito di proteggere le vite dei figli di questa nazione almeno dall'abuso delle autorità".

E l'Associazione della Libertà di Pensiero ed Espressione, sostiene che cinque civili, testimoni ai quali la polizia ha chiesto di dare la loro versione, sono stati poi accusati di proteste non autorizzate, di disordini e di attacchi alla polizia.

Su Facebook l'avvocato e attivista per i diritti politici Azza Soliman, ha scritto di essersi trovata per caso in una strada adiacente a Tahrir proprio mentre arrivava un corteo di di circa 25 manifestanti e di aver visto la polizia sparare gas lacrimogeni e cartucce cariche a pallini (con queste sarebbe stata uccisa Shaima, secondo l'autopsia). L'Hashtag con il nome della donna infiamma da 48 ore twitter con espressioni di indignazione e tristezza e la esalta perché "il suo sangue domani porterà uomini in tutte le piazze".

Per l'Unione Europea, l'Alto Rappresentante per la politica estera e la sicurezza, nonché vicepresidente della Commissione Europea, Federica Mogherini ha sollecitato "tutte le parti a contenersi. La libertà di manifestazioni pacifiche deve essere garantita e il dialogo è l'unica strada da seguire".

Oggi una coincidenza poco fausta ha fatto anche scarcerare i due figli di Mubarak, Alaa e Gamal, parzialmente assolti dalle accuse di corruzione, anche se, come il padre, dovranno affrontare un nuovo processo per quel reato.

Ed è anche forse una casuale concomitanza astrale che sempre oggi, 26 gennaio 2014, ha fatto sì che 26 omosessuali egiziani - un tabù riservatissimo ammanta l'argomento - siano stati assolti dall'accusa di aver compiuto 'dissolutezze' in orge in un bagno turco del Cairo.

Terza ed ultima insolita circostanza è che oggi è stato condannato a due anni di reclusione un medico, assolto in primo grado, per aver provocato la morte di una bambina di 13 anni durante un intervento per mutilazioni genitali, che la legge vieta.

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SDA-ATS