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"Il ministero degli Esteri egiziano ha espresso risentimento", per "le reazioni di alcuni paesi e organizzazioni internazionali" alle sentenze di condanna a morte preliminare del deposto presidente egiziano Mohamed Morsi e di oltre 120 altri Fratelli musulmani.

Lo riferisce l'agenzia egiziana Mena.

"Commentare sentenze emesse da corti egiziane è inappropriato e, dato che costituisce un'interferenza negli affari interni, è qualcosa che viene completamente respinto", aggiunge il ministero secondo la versione inglese della Mena.

"Qualsiasi riferimento negativo alla magistratura egiziana è completamente inaccettabile sia a livello ufficiale che di popolo", dato che tale istituzione "gode del rispetto di tutti i settori del popolo egiziano", sostiene inoltre il dicastero esprimendo "stupore per alcuni paesi che difendono persone accusate di atti terroristici" le quali vengono processate davanti a "tribunali civili".

"Quei paesi, al contempo", aggiunge la nota senza precisare nomi, "ignorano o tardano di proposito nell'emettere dichiarazioni per denunciare il preoccupante attacco terroristico" effettuato ieri nel Sinai settentrionale in cui sono rimasti uccisi tre magistrati.

"Invece di difendere in maniera presunta i diritti umani e respingere le sentenze, quelle parti dovrebbero curarsi dei fatti propri" senza "ingerenze negli affari di altri paesi, soprattutto dato che alcuni di loro patiscono per sfacciate violazioni delle più semplici regole della democrazia e dei diritti umani, incluse limitazioni imposte a giornalisti, giudici e social media, nonché per razzismo e xenofobia", conclude la Mena sempre citando il ministero.

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SDA-ATS