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Egitto: incitò omicidio, Mubarak rischia pena morte

Questo contenuto è stato pubblicato il 04 gennaio 2012 - 19:50
(Keystone-ATS)

Hosni Mubarak adesso rischia la pena di morte. La condanna non è stata ancora chiesta formalmente, ma la procura generale non lascia molto spazio a dubbi: oggi al Cairo, in un'altra udienza del processo che vede imputato il rais deposto lo scorso 11 febbraio, ha accusato l'ex presidente egiziano di aver incitato all'omicidio di manifestanti durante la protesta a piazza Tahrir. Un'accusa che implica la pena capitale.

Dello stesso reato è accusato anche l'ex ministro dell'interno Habib El Adli e sei ex alti responsabili della polizia. "L'accusa ha confermato che Mubarak, Adli e sei alti responsabili della sicurezza hanno aiutato e incitato a sparare" contro la folla che manifestava chiedendo la caduta dell'ex dittatore, secondo quanto ha detto il procuratore generale, Mustafa Suleimane, citato dall'agenzia Mena. Lo stesso procuratore ha inoltre accusato le nuove autorità egiziane di aver "deliberatamente rifiutato di cooperare con l'accusa" per determinare la responsabilità dell'ex presidente.

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