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Egitto: islamici temono golpe, braccio ferro con militari

Questo contenuto è stato pubblicato il 21 giugno 2012 - 20:21
(Keystone-ATS)

Ancora attesa per i risultati delle elezioni presidenziali egiziane, che potrebbero arrivare sabato o domenica, in una giornata interlocutoria durante la quale sono circolate indiscrezioni, smentite dalla Fratellanza, di una prova di forza dietro le quinte fra militari e Fratelli musulmani per spianare la strada all'annuncio della vittoria di Mohamed Morsi e che sarebbero il vero motivo per il ritardo dell'annuncio.

Pubblicamente la Confraternita mette in guardia da quello che definisce un golpe militare se fosse annunciato il nome di Ahmad Shafiq, ultimo premier sotto Hosni Mubarak, e fa appello alla piazza a salvare la rivoluzione.

La piazza ha risposto e in giornata si è animata di migliaia di persone alla vigilia di un nuovo venerdì di protesta. Gli slogan più gridati: "Morsi è il presidente", "abbasso il potere militare", e l'invocazione islamica 'allah u akhbar".

L'annuncio di una vittoria di Shafiq sarebbe un "golpe militare chiaro" e tutto il popolo "sarebbe nelle piazze per difendere la rivoluzione contro quelli che la vogliono scippare", ha detto il portavoce dei Fratelli musulmani Mahmoud Ghozlan, evocando il timore che, dopo avere annunciato per giorni la vittoria del proprio candidato, alla fine i Fratelli si ritrovino sconfitti.

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