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"Voglio dire in termini chiari: gli Usa sono amici dell'Egitto e del suo popolo". Lo ha detto il segretario di Stato Usa, John Kerry, in una conferenza stampa con il ministro degli Esteri egiziano, Nabil Fahmy, al quale ha assicurato il sostegno dell'America alla transizione e al governo ad interim in questo processo.

Sullo stop agli aiuti militari Usa all'Egitto, il segretario di stato americano ha detto che la "sospensione di parte degli aiuti" non è una "punizione" ma deriva da una legge del Congresso Usa riguardante "il cambio di governi". Si tratta di una "piccola questione" nell'ambito della relazione "vitale" con l'Egitto, ha aggiunto.

L'Egitto è un partner vitale per gli Usa nella regione" e il suo successo politico ed economico sono importanti non solo per l'Egitto, ma per la regione intera e per la comunità internazionale, ha sottolineato Kerry, che ha più volte ribadito il sostegno Usa al lavoro del governo ad interim per portare a compimento la road map di transizione.

"Non è un segreto che questi sono stati anni difficili e turbolenti", ha osservato Kerry rendendo omaggio alla "determinazione" del popolo egiziano a vedere realizzate le sue aspirazioni. "Gli Usa sono convinti che la partnership Usa-Egitto sarà rafforzata quando l'Egitto sarà guidato da un governo eletto in base allo stato di diritto e con una economia competitiva", ha affermato Kerry invocando elezioni" libere ed eque". Il segretario di stato Usa ha più volte ribadito la necessità che "cessino tutti gli atti di violenza e di terrorismo". "Condanniamo tutti gli atti di violenza contro le chiese, contro le forze dell'ordine in Sinai e per le strade".

Quanto alla sospensione degli aiuti Kerry ha affermato di averne parlato solo "brevemente" col suo collega egiziano stamattina. "Entrambi abbiamo concordato che le relazioni Usa-Egitto non vanno definite sulla base dell'assistenza. Ci sono questioni molto più importanti che definiscono questa relazione", ha detto Kerry, ribadendo che Washington continuerà l'invio di aiuti che vanno direttamente alla popolazione.

Per quanto riguarda il processo di pace mediorientale Kerry rimane ottimista sostenendo che gli Usa faranno "tutti gli sforzi perché si proceda in modo equilibrato".

In una conferenza stampa col ministro degli esteri egiziano Nabil Fahmy, Kerry ha poi detto che dopo il Cairo si recherà in Israele, Giordania ed Arabia saudita. "Non c'è dubbio che la politica degli insediamenti ha suscitato quesiti su quanto serio sia l' impegno", ha detto Kerry dichiarando di rimanere fiducioso .

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SDA-ATS