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Dilaga la rivolta in Egitto. Tornata la calma, carica di tensione, al Cairo, le violente proteste hanno trasformato ieri in "campo di battaglia" la città di Suez, mentre per tutta la giornata una cittadina del Sinai è stata percorsa da violenze, che hanno causato la morte di un giovane dimostrante, colpito da un proiettile in bocca.

In vista del venerdì della collera, indetto per oggi dalle organizzazioni di opposizione che hanno dato il via alla rivolta martedì, è rientrato al Cairo Mohamed El Baradei, ex capo dell'agenzia atomica internazionale e leader del movimento per la riforma.

In nottata il ministero dell'Interno ha avvertito che saranno prese "misure decisive" contro i manifestanti, "in conformità con la legge". E i 'navigatorì di internet hanno denunciato gravi difficoltà, se non l'impossibilità, di connettersi alla rete, e anche di inviare sms con i telefonini.

Per la prima volta dall'inizio delle proteste di piazza avviate martedì anche la formazione del rais Hosni Mubarak, il Partito nazionale democratico, ha fatto ieri una uscita pubblica con una conferenza stampa del suo segretario generale Safwat el Sherif, il quale ha affermato che i giovani, le loro richieste e il loro diritto ad esprimersi sono nel cuore del presidente egiziano. "Alcuni elementi hanno tentato di sfruttare l'atmosfera di libertà per scatenare l'anarchia", ha però puntualizzato El Sherif.

Parole ben diverse sono venute da El Baradei. "Non voglio prendere il potere ma contribuire alla transizione democratica e pacifica", ha spiegato appena arrivato all'aeroporto della capitale egiziana, accolto da una selva di microfoni e telecamere. "Sono col popolo e il regime deve capire che non si può più tornare indietro. È il momento del cambiamento", ha affermato El Baradei, che oggi parteciperà alle manifestazioni, che prenderanno avvio non appena terminata la tradizionale preghiera del venerdì nelle moschee di tutto il paese, verso le 13, le 12 in Italia.

Il leader del movimento per la riforma si recherà a pregare in una moschea nel quartiere di Giza al Cairo. In tutto sono 35 i luoghi di culto indicati dagli organizzatori su Facebook come punto di ritrovo per le manifestazioni e l'obiettivo è quello di raggiungere nuovamente piazza Tahrir che i manifestanti avevano occupato per varie ore martedì.

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SDA-ATS