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Si sono spalancate oggi al Cairo le porte del carcere di Tora per uno dei tre giornalisti di al Jazeera (emittente con sede nel Qatar) detenuti in Egitto da oltre un anno e condannati in giugno per aver diffuso "false informazioni" a favore dei Fratelli Musulmani e del deposto presidente Mohamed Morsi.

Peter Greste, 49 anni, australiano, è stato rilasciato dalla prigione in cui era stato rinchiuso il 29 dicembre 2013 e subito è stato trasferito all'aeroporto del Cairo. Da qui, espulso in ottemperanza a un recente decreto presidenziale sui detenuti stranieri, è partito per Cipro da dove è previsto possa tornare in Australia.

Proprio oggi Al Jazeera aveva pubblicato sul proprio sito, prima della homepage, la foto dei tre giornalisti arrestati con la scritta: "Questi tre giornalisti sono in carcere in Egitto da 400 giorni senza alcun motivo. #FreeAjStaff".

Peter Greste era stato arrestato in uno storico albergo dell'elegante isola di Zamalek, cuore diplomatico del Cairo, insieme ai colleghi Baher Mohamed, egiziano, e Mohamed Fahmy, egiziano-canadese. Con loro era stato incarcerato anche un operatore tv di al Jazeera, Mohamed Fawzi, che però era stato rilasciato tre giorni dopo.

Nulla da fare invece per i giornalisti: lo scorso 23 giugno Greste e Fahmy erano stati condannati a 7 anni di galera, Baher Mohamed a 10 perché trovato in possesso, secondo l'accusa, di un proiettile. La sentenza aveva scatenato una serie di critiche da parte della comunità internazionale, Stati Uniti in testa. Tramite il segretario di stato John Kerry, Washington aveva addirittura chiesto che nella vicenda intervenisse con un atto di clemenza il neo-eletto presidente Abdel Fattah al Sisi.

Nulla da fare. Fino all'inizio del 2015 quando la Corte di Cassazione del Cairo ha annullato il processo di giugno e ha disposto che venisse rifatto. "La libertà è una battaglia continua - aveva scritto allora Greste in una lettera pubblicata da al Jazeera - Il primo gennaio la corte ha annullato le nostre condanne e ordinato un nuovo processo. Non abbiamo idea di quando potrà cominciare e di quanto tempo durerà".

Da allora la diplomazia occulta del Qatar, dell'Egitto e di altri Paesi che ufficialmente non sono mai intervenuti ha continuato a lavorare. Oggi per il reporter più famoso (Greste ha lavorato anche per Cnn e Bbc) è arrivata la svolta positiva.

Il suo rilascio, ha commentato sul sito di al Jazeera il direttore generale dell'emittente Mostefa Souag, è "una buona notizia, ma non basta. Non ci fermeremo finché anche Baher Mohamed e Mohamed Fahmy non avranno riacquistato la loro libertà. Le autorità egiziane hanno il potere di porre fine a questa vicenda in modo adeguato oggi, ed è quello che devono fare".

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SDA-ATS