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Modifiche alla costituzione voluta dai Fratelli Musulmani, ora sospesa, da sottoporre a referendum, quindi, entro la fine del 2014, elezioni legislative che diano finalmente all'Egitto un parlamento: il presidente a interim egiziano, Adly Mansur con un decreto ha tracciato la "road map" dei militari per la transizione dopo la traumatica deposizione del presidente islamico Mohamed Morsi.

L'annuncio di Mansur - che fa anche una concessione ai Fratelli Musulmani, mantenendo l'articolo della Costituzione che dichiara che la sharia è la principale fonte della legge - viene annunciato dai media egiziani in piena notte.

Chiudendo una giornata in cui la violenza e le tensione hanno toccato il culmine con il massacro di 51 persone, quando i militari della Guardia repubblicana hanno aperto il fuoco contro i sostenitori di Morsi, e con l'incitamento della Fratellanza alla "rivolta popolare" e a occupare oggi tutte le piazze del Paese in segno di protesta per i morti e contro i militari "golpisti".

Una situazione che rischia di sfuggire al controllo anche dei militari, da decenni tutori del potere in Egitto, e di scivolare nella guerra civile, come ha ammonito anche lo sheikh Ahmad al Tayyeb, rettore dell'università Al-Azhar del Cairo, la massima autorità religiosa dell'Islam sunnita.

Il decreto (dichiarazione costituzionale) della presidenza a interim fissa i tempi: entro 15 giorni va istituita una commissione costituente che entro due mesi presenti alla presidenza gli emendamenti alla nuova costituzione di stampo islamico - sospesa nel colpo di stato della scorsa settimana - voluta dai Fratelli Musulmani. Gli emendamenti saranno quindi sottoposti a referendum popolare entro un mese dalla loro presentazione.

Svolta la consultazione popolare, entro due mesi, cioè entro la fine dell'anno, si dovranno tenere le elezioni parlamentari. Solo allora, con una nuova costituzione e un parlamento funzionante, saranno indette nuove elezioni presidenziali.

Per ora non si registrano reazioni, mentre il portavoce del Fronte di Salvezza Nazionale, la coalizione che raggruppa i laici, i liberali e le sinistra, e il partito salafita Nur hanno dichiarato di voler prima esaminare il decreto e di consultare i propri dirigenti prima di prendere posizione.

Ma intanto l'Egitto si prepara a una nuova giornata di proteste dei Fratelli Musulmani, che si preannunciano massicce.

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SDA-ATS