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L'ex presidente egiziano Mohamed Morsi e una decina di dirigenti della Fratellanza musulmana compariranno davanti alla Corte d'Assise il 4 novembre per rispondere di omicidio di manifestanti e incitamento alla violenza. Lo ha stabilito la Corte d'Appello, secondo l'agenzia Mena.

Morsi è detenuto in una località segreta dal 3 luglio, giorno della sua deposizione per mano dei militari, in seguito a imponenti manifestazioni popolari che ne chiedevano le dimissioni.

Tra i dirigenti della Fratellanza che saranno alla sbarra insieme a lui il 4 novembre ci sono Essam El Eryan, all'epoca vicepresidente del partito della confraternita Giustizia e Libertà, e uno dei massimi dirigenti del movimento islamico Mohamed El Beltagy.

Il ministro della Difesa egiziano, il generale Abdel Fattah al Sisi, non esclude intanto di candidarsi alle presidenziali del 2014. Lo ha annunciato lo stesso uomo forte dell'Egitto ad un quotidiano locale.

"Lo deciderà la volontà di Dio", ha detto Sisi recitando un versetto del Corano, rispondendo alla domanda di un giornalista che gli chiedeva se avesse intenzione o meno di candidarsi alle elezioni del prossimo anno. Nei giorni scorsi lo stesso generale era sembrato declinare l'invito a candidarsi.

In qualità di Capo di Stato maggiore delle forze armate, Sisi, 58 anni, aveva annunciato alla televisione lo scorso tre luglio la destituzione e l'arresto dell'allora presidente Mohamed Morsi. In quella occasione Sisi aveva anche comunicato alla nazione la nomina di un governo e di un presidente ad interim al quale l'esercito aveva affidato una tabella di marcia che prevedeva una riforma della Costituzione, elezioni legislative e presidenziali nel 2014.

"Questo tema è estremamente importante", ha aggiunto Sisi al quotidiano indipendente Al-Masri al-Youm, facendo riferimento ad un eventuale candidatura.

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SDA-ATS