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La nuova costituzione egiziana, approvata nella serata di ieri dal comitato dei 50, sarà consegnata domani al presidente ad interim Adly Mansour, che dovrà indire un referendum popolare sulla nuova Carta entro un mese. Il testo è stato approvato dopo un improvviso stop causato dalla bocciatura di quattro articoli riguardanti le prossime elezioni legislative e presidenziali.

Gli articoli riscritti, che hanno avuto la maggioranza richiesta del 75% dei voti, non sciolgono il nodo su quale delle due votazioni, se per il Parlamento oppure per il presidente, debba svolgersi per prima e lascia la palla nelle mani di Mansour. L'articolo 230 stabilisce che in qualsiasi caso le prime elezioni devono tenersi entro sei mesi dall'entrata in vigore della costituzione.

L'approvazione del nuovo testo, che sostituisce quello approvato quando al potere c'era il presidente dei Fratelli musulmani Mohamed Morsi, e il successivo referendum, che si dovrebbe tenere a inizio gennaio, sono i primi tasselli della road map per chiudere la transizione e riportare il paese ad un regime pienamente democratico, dopo la deposizione di Morsi da parte dei militari il 3 luglio scorso.

Il nuovo testo mantiene il ruolo preminente delle forze armate, stabilendo che il ministero della difesa debba essere un militare e consentendo ai tribunali militari di processare civili nel caso di attacchi a installazioni o personale delle forze armate. La nuova costituzione proibisce partiti religiosi, conferma che la sharia, le legge islamica è alla base del diritto egiziano e nel preambolo afferma che l'Egitto è uno stato democratico e civile.

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SDA-ATS