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Imponente offensiva jihadista nel nord del Sinai, in Egitto. La tv di Stato, citando le forze armate, parla di "almeno 100 terroristi uccisi e di 17 morti tra i militari, di cui 4 officiali".

Miliziani filo-Isis hanno tenuto le forze egiziane sotto scacco per oltre otto ore, costringendo l'aviazione a far alzare gli F-16 per bombardare le loro postazioni.

L'esercito ha parlato di cinque checkpoint assaltati simultaneamente. Ad essere colpita è soprattutto la zona di Sheikh Zuweid, città beduina vicina al confine con la Striscia di Gaza e che è stata praticamente occupata dai jihadisti; minato il commissariato, bloccate le strade di accesso.

Anche a Rafah sono state udite alcune esplosioni. Nella rivendicazione su Twitter, il gruppo jihadista - che si autoproclama 'Provincia del Sinai' - ha riferito di aver attaccato più di 15 postazioni della sicurezza egiziana e di aver compiuto tre attentati kamikaze, nell'ambito dell'offensiva per il Ramadan.

Gli attacchi coordinati sono scattati all'indomani di un attentato a una stazione di polizia a Città del 6 ottobre, 20 chilometri a sud-ovest del Cairo, dove oggi la polizia ha compiuto un blitz uccidendo nove persone "armate", fra cui un noto membro della Fratellanza Musulmana. E arrivano solo due giorni dopo l'assassinio nella capitale egiziana del procuratore generale Hisham Barakat, magistrato di punta nella repressione dell'estremismo islamista avviata dal presidente Abdel Fattah Al Sisi.

In questi giorni ricorre anche il secondo anniversario della deposizione del presidente islamista Mohammed Morsi. A fine aprile l'esercito egiziano ha prorogato di tre mesi lo stato d'emergenza nelle aree più turbolente della penisola del Sinai imposto a ottobre, dopo che in un attacco erano morti 33 militari.

In seguito all'offensiva jihadista, Israele ha rafforzato le misure di sicurezza lungo la frontiera con l'Egitto e ha chiuso i valichi di Nitzana (verso la penisola) e di Kerem Shalom, all'estremità meridionale della Striscia di Gaza.

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SDA-ATS