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È cominciata nel sud-ovest dell'Egitto un'operazione di sicurezza denominata "Vendetta" e condotta reagendo all'attacco terroristico costato la vita sabato ad almeno 21 guardie di frontiera egiziane. Lo si è appreso da una fonte militare e vari media egiziani.

Al pattugliamento a largo raggio nel governatorato di Wadi al-Jadid partecipano forze d'elite, paracadutisti, una unità anti-terrorismo internazionale, truppe da combattimento e aerei. Il ministro della difesa egiziano, il generale Sedki Sobhi, ha imposto lo "stato d'emergenza" lungo le frontiere occidentali, quelle con la Libia. Le forze egiziane si muovono sino ai confini meridionali, quelli col Sudan.

L'attacco era stato presentato in un primo momento dai media come un assalto portato da trafficanti d'armi ma in seguito è stato attribuito ufficialmente a imprecisati "terroristi". L'elevato numero di vittime è dovuto all'uso di un lanciarazzi Rpg contro un deposito di armi dei militari nella postazione situata nei pressi di Farafra, a circa 300 chilometri dalla frontiera con la Libia. Si è trattato dell'attacco più sanguinoso subito negli ultimi anni dalle forze si sicurezza egiziane.

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SDA-ATS