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Egitto: Papa, chiedo a Dio che trovi pace e bene comune

Questo contenuto è stato pubblicato il 06 febbraio 2011 - 12:40
(Keystone-ATS)

Appello del Papa per l'Egitto, dopo l'Angelus: "In questi giorni seguo con attenzione la delicata situazione della cara Nazione egiziana. Chiedo a Dio che quella Terra, benedetta dalla presenza della Santa Famiglia, ritrovi la tranquillità e la pacifica convivenza, nell'impegno condiviso per il bene comune". È la prima volta che il Pontefice parla dell'Egitto da quando sono scoppiate le proteste.

L'appello del Papa ha un particolare significato anche alla luce del fatto che le relazioni diplomatiche tra Egitto e Santa Sede hanno recentemente vissuto una fase di raffreddamento, quando il governo di Mubarak ha deciso di richiamare in patria l'ambasciatore egiziano presso la Santa Sede. La decisione del Cairo ha fatto seguito alla parole che il papa aveva pronunciato in difesa delle comunità cristiane dopo gli attacchi nei loro confronti.

Il Papa nel suo appello, tra l'altro, non fa riferimento in alcun modo ai governanti egiziani, ma si rivolge direttamente a Dio per chiedere una pacificazione nel Paese.

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