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Il primo ministro egiziano, Hisham Qandil, ha smentito che le famiglie copte abbiano lasciato la città di Rafah, nel Sinai del nord, dopo aver ricevuto minacce di morte da parte degli integralisti islamici.

"Le istruzioni date alle autorità sono di proteggere i fratelli copti ovunque si trovino", ha dichiarato Qandil, citato dall'agenzia Mena, aggiungendo che non vi è stato nessun "trasferimento forzato" di famiglie copte da Rafah. Secondo il premier, una sola famiglia copta ha deciso di lasciare volontariamente la zona.

Il Consiglio nazionale dei diritti umani, creato dal presidente Mohamed Morsi, ha invece affermato in un comunicato diffuso oggi che le "minacce" hanno costretto delle famiglie copte di Rafah a partire. Esprimendo la propria "viva preoccupazione", il Consiglio ha invitato le autorità ad "agire e proteggere" queste famiglie.

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SDA-ATS