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Egitto: procura a manifestanti, rischi di complotti terroristi

Manifestanti egiziani al Cairo. KEYSTONE/AP/TARA TODRAS-WHITEHILL sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 27 settembre 2019 - 07:20
(Keystone-ATS)

La Procura generale egiziana ha messo in guardia i cittadini dal rischio di essere usati per "complotti di organizzazioni terroristiche" che potrebbe approfittare delle tensioni "per infliggere danni alle strutture del loro Paese o spargere il caos".

In un comunicato diffuso ieri sera dall'agenzia Mena, la Procura afferma che una vasta inchiesta è in corso sulle manifestazioni della settimana scorsa e già un migliaio di persone sono state interrogate. Nella nota si aggiunge che tra gli arrestati negli ultimi giorni vi sono due stranieri: un olandese trovato "in possesso di un drone per scattare foto delle aree delle proteste", e "un palestinese che ha ammesso la sua affiliazione al movimento della Jihad islamica in Palestina".

Si tratta della prima reazione ufficiale alle proteste dello scorso fine settimana.

I manifestanti scesi in piazza venerdì e sabato scorsi avevano risposto agli appelli lanciati tramite i social media da Mohamed Ali, un imprenditore e attore caduto in disgrazia per dissidi finanziari con l'esercito dopo avere beneficiato per anni di appalti milionari. Negli ultimi giorni Ali ha continuato a diffondere i suoi inviti alla rivolta, chiedendo agli egiziani di scendere in piazza domani per una marcia di "un milione" di persone.

Il Centro egiziano dei diritti economici e sociali, un'organizzazione per i diritti umani, ha diffuso ieri un bilancio secondo il quale sono 1909 gli arrestati in tutto il Paese in seguito alle proteste. Diverse altre fonti hanno reso noto che tra gli arrestati vi sono giornalisti, avvocati, intellettuali e politici, alcuni dei quali accusati di legami con i Fratelli Musulmani.

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